
Il capoluogo emiliano è stato premiato dalla Commissione europea per le sue politiche per una mobilità sostenibile, come le famose zone a 30 all’ora.
La mobilità sostenibile, o meglio quella a due ruote ha vinto a Copenaghen. Dopo anni di investimenti, di politiche, di realizzazione di infrastrutture, nel centro della capitale circolano più biciclette che auto. Lo fa sapere il sito Copenhagenize che ha pubblicato i dati relativi al numero di veicoli in entrata e uscita dalla città, monitorati
La mobilità sostenibile, o meglio quella a due ruote ha vinto a Copenaghen. Dopo anni di investimenti, di politiche, di realizzazione di infrastrutture, nel centro della capitale circolano più biciclette che auto.
Lo fa sapere il sito Copenhagenize che ha pubblicato i dati relativi al numero di veicoli in entrata e uscita dalla città, monitorati quotidianamente dall’amministrazione cittadina. L’ultimo anno ha visto 265.700 biciclette entrare in città, contro le 252.600 macchine, con un incremento di 35.080 due ruote rispetto lo scorso anno.
Basta guardare l’infografica realizzata da Copenhagenize: i danesi preferiscono la bicicletta o i mezzi pubblici per spostarsi in città. Il sito sottolinea come di auto se ne vendano ancora in Danimarca, nonostante un calo nelle compravendite del 25 per cento. Ma si tratta magari di seconde auto di famiglia e per gli abitanti che vivono lontano dalle città più grandi.
I cittadini di Copenaghen scelgono la bicicletta per andare in giro: con un dato che supera il “quorum”: 56 per cento. C’è poi quel 20 per cento che sceglie il trasporto pubblico, come gli autobus, i treni o la metropolitana. E solo il 14 per cento sceglie di guidare una macchina per raggiungere il posto di lavoro o la scuola. “La scelta di Copenaghen di puntare sulla bicicletta è unicamente di natura economica. Ci si è resi conto che per rendere efficiente una città bisogna far muovere le persone in modo rapido da un punto all’altro e su tratti di strada inferiori agli 8 km in ambito urbano la bicicletta si dimostra il mezzo più veloce”, spiega Paolo Pinzuti editore di Bikeitalia.it e responsabile sviluppo ciclabile di Bikenomist.
Investimenti. Questa è la chiave. In circa 10 anni la municipalità ha investito 134 milioni di euro (più di 13 l’anno) in infrastrutture. Piste ciclabili, parcheggi pensati per l’intermodalità ma, soprattutto, 17 nuovi ponti dedicati esclusivamente al traffico ciclabile e pensati per velocizzare gli spostamenti. Tanto che le auto non possono competere. “Anche i trasporti pubblici, se efficienti, sono rapidi, ma hanno un costo di esercizio estremamente elevato se paragonato alla bicicletta e soprattutto non risolvono la questione dell’ultimo km da casa alla fermata del treno/metro/bus”, conclude Pinzuti. “La bicicletta è quindi il mezzo che costa meno per tutti e che porta il maggior beneficio in termini di efficienza”.
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