
L’auto connessa (in Italia ne circolano 18 milioni, il 45% del parco circolante) ha molti vantaggi in termini di sicurezza e innovazione. Ma a chi cediamo i dati personali e chi tutela la nostra privacy?
Le mappe dei sistemi di navigazione delle auto, necessarie perché la guida autonoma diventi possibile in un futuro prossimo, dovranno essere precise al decimetro. Ne sono convinti Bosch e TomTom che, insieme, entro l’anno renderanno tutte le strade a scorrimento veloce in Germania completamente digitalizzate. Perché le auto possano finalmente (o disgraziatamente per
Le mappe dei sistemi di navigazione delle auto, necessarie perché la guida autonoma diventi possibile in un futuro prossimo, dovranno essere precise al decimetro. Ne sono convinti Bosch e TomTom che, insieme, entro l’anno renderanno tutte le strade a scorrimento veloce in Germania completamente digitalizzate.
Perché le auto possano finalmente (o disgraziatamente per gli amanti dell’auto e della guida) guidare da sole, serve un grande lavoro sul territorio, in modo che strade e segnaletica “dialoghino” con le auto stesse, attraverso un esercito di sensori e telecamere. Molto è ancora da fare, quasi tutto in Italia. Ma intanto, nella vicina Germania…
Grazie a un accordo teso proprio a supportare la guida autonoma, TomTom si impegnerà a tracciare le cartografie necessarie del Paese, mentre Bosch, sulla base di un lavoro di sviluppo ingegneristico, definirà le specifiche che queste mappe devono soddisfare. Una sperimentazione è già in corso su alcune strade a scorrimento veloce in Germania (A81) e Stati Uniti (I280).
Dirk Hoheisel, membro del board di Bosch e Jan Maarten de Vries, vice president automotive di TomTom, sono concordi: “Solo utilizzando cartografie molto accurate sarà possibile rendere effettiva la guida autonoma lungo le autostrade a partire dal 2020. Il nostro comune obiettivo sarà avere mappe nuove e precise di tutte le strade a scorrimento veloce in Germania”. Per poi proseguire con la mappatura della rete stradale di Europa e Nord America.
Qualcuno penserà che a bordo delle nostre auto spesso ci sono già navigatori con mappe accurate di tutta Europa. Già, ma non basta. I veicoli a guida autonoma avranno bisogno di ben altro per portarci da casa all’ufficio, mentre noi leggeremo un libro. Le mappe avranno bisogno di un livello di accuratezza nettamente più elevato, nell’ordine dei decimetri, (anziché dei metri come accade oggi). Una precisione funzionale a determinare con precisione la posizione del nostro veicolo nella corsia di marcia, confrontandolo con le informazioni dell’ambiente esterno.
In questo modo la nostra auto sarà capace di conoscere la propria posizione rispetto agli oggetti che la circondano, “leggendo” la segnaletica orizzontale, i cartelli stradali o i limiti di velocità, incluse le informazioni 3D riguardanti curve o discese. Solo così un’auto a guida autonoma potrà determinare quando e come cambiare corsia in totale (si spera…) sicurezza.
E se entro 5 anni in Germania sarà forse possibile lasciarsi guidare dalla propria auto (almeno in autostrada), molti non sanno che già oggi ci sono automobili che grazie a sistemi come l’eHorizon, consentono di sperimentare la cosiddetta “guida predittiva”, possibile grazie a sistemi come questo che riconoscono tempestivamente i punti pericolosi, gli ingorghi o un incidente anche se si trovano lontani da noi, o nascosti dietro una collina o dopo una galleria.
A chi già guida auto come queste, potrebbe capitare di sentire l’auto che rallenta da sola, magari in prossimità di un ingorgo stradale, riducendo notevolmente il rischio di un tamponamento. Anche l’illuminazione dei fari adattivi, il funzionamento del cambio automatico o delle sospensioni ad assetto variabile (tutti optional presenti su molte auto in commercio) sono già oggi in grado di “conoscere” prima la strada che faremo e di “prepararsi” di conseguenza. Insomma, aspettando il 2020, il futuro già oggi è più vicino di quanto non immaginiamo.
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