
In un nuovo decreto previsti limiti più stringenti per queste molecole chimiche eterne, ma ancora superiori a quelle indicate dalle agenzie ambientali.
L’anno scorso, le polveri sottili nella capitale cinese sono finalmente scese sotto la soglia massima fissata dalle autorità statali.
Mancano ormai pochi giorni ai XXIV Giochi olimpici invernali che si terranno a Pechino, capitale della Cina, dal 4 al 20 febbraio 2022, seguiti nel mese di marzo dalle Paralimpiadi. La speranza è che, questa volta, gli atleti possano respirare un’aria più salubre.
Nel 2021, infatti, l’inquinamento nella metropoli da oltre venti milioni di abitanti è diminuito: per la prima volta da quando sono iniziate le misurazioni, è stata capace di rispettare gli standard previsti dalle autorità cinesi. La media annuale di PM2,5 – polveri sottili fra le più pericolose – si è attestata sui 33 microgrammi per metro cubo, al di sotto del limite di 35 microgrammi vigente nella nazione asiatica.
Va detto che l’Organizzazione mondiale della sanità raccomanda un valore nettamente inferiore, pari a 5 microgrammi. Questo indica che c’è ancora molto lavoro da fare, ma considerando che le polveri sottili sono diminuite del 13 per cento rispetto all’anno precedente, la direzione sembra essere quella giusta.
Anche se l’inquinamento resta un grave rischio per la salute dei cittadini, “i miglioramenti sono reali e si stanno verificando nella cintura industriale che circonda Pechino, come nel resto del paese”, ha dichiarato Lauri Myllyvirta, analista del Centro per la ricerca sull’energia e sull’aria pulita, all’agenzia di stampa Reuters.
Nel 2021, gli abitanti di Pechino hanno potuto ammirare l’azzurro del cielo per quasi quattro mesi in più rispetto al 2013. Yu Jianhua, vicecapo dell’Ufficio per la protezione ambientale, ha lodato gli sforzi compiuti dalla sua città nell’ultimo decennio, definendoli “senza precedenti”. Lo conferma il fatto che, nel 2016, le polveri sottili nei mesi più freddi arrivavano a raggiungere una concentrazione di 500 microgrammi per metro cubo, a causa degli impianti di riscaldamento alimentati a carbone.
Negli ultimi anni, le amministrazioni della capitale e della circostante provincia di Hebei si sono impegnate a passare a fonti di energia meno inquinanti e hanno piantato un grande numero di alberi in tutta la regione. Hanno adottato ulteriori misure per ridurre l’inquinamento derivante dal settore dei trasporti e imposto ad acciaierie e altre industrie l’adozione di sistemi di controllo delle emissioni. Si è trattato dei primi passi, ora per vincere la gara serve accelerare il ritmo e proseguire con coraggio, senza più intoppi né ripensamenti. Proprio come gli atleti alle Olimpiadi.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
In un nuovo decreto previsti limiti più stringenti per queste molecole chimiche eterne, ma ancora superiori a quelle indicate dalle agenzie ambientali.
Trovato un accordo sul testo del trattato di pace con Baku, che non è ancora stato firmato e presuppone grosse concessioni da parte di Erevan. Intanto il parlamento approva un disegno di legge per la richiesta di adesione all’Ue.
Siamo stati a Montespluga per lo Skialp Fest di Homeland per capire perché lo scialpinismo sia un modo bellissimo e meno impattante di vivere la montagna.
Il premio Wood Architecture Prize by Klimahouse ha rappresentato anche un modo per celebrare la Giornata internazionale delle foreste.
Per la prima volta nel 2025 si celebrano le più grandi fonti di acqua dolce del pianeta, che fronteggiano la sfida dei cambiamenti climatici.
Un tribunale condanna Greenpeace a pagare 660 milioni di dollari. L’accusa? Aver difeso ambiente e diritti dei popoli nativi dal mega-oleodotto Dakota Access Pipeline.
In Italia sono 265 gli impianti ormai disuso perché non nevica più: rimangono scheletri e mostri di cemento. E l’esigenza di ripensare la montagna e il turismo.
Temendo la presenza di rifiuti tossici, la Groenlandia ha interrotto l’estrazione dell’uranio. Ora potrebbe essere costretta a ricominciare. O a pagare 11 miliardi di dollari.
L’organizzazione della Cop30 nella foresta amazzonica porta con sé varie opere infrastrutturali, tra cui una nuova – contestatissima – autostrada.