
Chi lotta per il clima non ha alternative, è questione di sopravvivenza
Non si può impedire ai popoli di proseguire la lotta per il clima. Naomi Klein ha parlato alla Zone d’action pour le climat, a Parigi. Ecco cosa ha detto.
Tommaso Perrone
Direttore responsabile
Non si può impedire ai popoli di proseguire la lotta per il clima. Naomi Klein ha parlato alla Zone d’action pour le climat, a Parigi. Ecco cosa ha detto.
La conferenza sul clima in corso a Parigi sta dando ospitalità a decine di personaggi noti. Attori, politici, attivisti, testimoni diretti dei disastri causati dal riscaldamento globale. Dall’attore americano Leonardo DiCaprio all’indigena latinoamericana Diana Rios, dall’ex vicepresidente americano e premio Nobel per la Pace Al Gore al sindaco progressista di Barcellona Ada Colau. Tutti insieme
L’accordo globale sul clima che si sta discutendo a Parigi dovrebbe tenere alta la questione della parità di genere, sia in termini di partecipazione che di riconoscimento del ruolo che le donne hanno nel promuovere il cambiamento. A chiederlo sono le stesse Nazioni Unite attraverso l’ente per l’uguaglianza e l’empowerment femminile (Un Women). La giornata
L’Africa vista dal cielo con gli occhi del fotografo francese Yann Arthus-Bertrand. 13 immagini da scoprire e sfogliare nel calendario 2016 di Amani.
A inizio 2015, la scrittrice e giornalista canadese Naomi Klein ha pubblicato un libro manifesto sui cambiamenti climatici e il capitalismo. Si chiama Una rivoluzione ci salverà. Perché il capitalismo non è sostenibile (This changes everything, in inglese). La sua tesi è che bisogna cambiare radicalmente il modo in cui la popolazione mondiale vive, produce e
L’ex ambasciatore italiano in Costa d’Avorio Paolo Sannella ha fatto chiarezza su cosa lega gli attacchi di Parigi all’attentato di Bamako, in Mali. L’apparenza inganna ancora una volta.
Dal 25 al 30 novembre il capo della Chiesa cattolica sarà in missione nel continente africano: Kenya, Repubblica Centrafricana e Uganda, queste le tappe. È il primo viaggio di papa Francesco in Africa e il calendario è stato confermato integralmente nonostante i recenti attentati terroristici che si sono verificati in giro per il mondo. Inclusa la
L’Isis ha messo a segno un colpo che rischia di passare inosservato. Il governo francese ha vietato le due marce per il clima previste a Parigi una il 29 novembre, la vigilia dell’inizio dei lavori della Cop 21, e l’altra il 12 dicembre, il giorno dopo la loro conclusione. Nelle motivazioni si legge che la
Numeri, luoghi, motivazioni che rendono possibile che qualche migliaio di fanatici dello Stato Islamico tengano in scacco le principali potenze mondiali.
A poche ore dagli attentati di Parigi, i più gravi che si siano mai verificati su territorio francese, donne e uomini musulmani di tutto il mondo hanno deciso di rilanciare l’hashtag #NotInMyName (già usato dopo gli attacchi a Charlie Hebdo) per dissociarsi senza se e senza ma dai fanatici, dagli integralisti, dai terroristi, dallo Stato