
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
Un tribunale brasiliano ha deciso di sospende il decreto Temer che prevedeva l’abolizione della riserva naturale di Renca per consentire lo sfruttamento minerario della foresta.
La Reserva nacional de Cobre e Associadas (Renca) è un’enorme cattedrale naturale, fatta di legno e foglie, la più grande riserva naturale del Brasile, nel cuore della foresta amazzonica. Lo scorso 23 agosto il presidente brasiliano Michel Temer aveva emesso un decreto che aboliva la riserva aprendo così l’area allo sfruttamento minerario.
La notizia ha provocato grande indignazione in tutto il mondo (forti anche le proteste degli stessi cittadini brasiliani). La pressione dell’opinione pubblica, evidentemente, è stata davvero intensa dato che il giudice federale di Brasilia, Rolando Valcir Spanholo, ha deciso di sospendere con effetto immediato il decreto accogliendo una petizione popolare presentata nei giorni scorsi.
La riserva, che si estende per oltre 46mila chilometri quadrati tra gli stati di Amapa e Para, fa gola a molte compagnie minerarie, brasiliane e internazionali, interessate a sfruttarne le preziose risorse sotterranee, come oro, rame, tantalio, minerali ferrosi, nickel e manganese. Per fortuna questa nuova corsa all’oro sembrerebbe essere stata fermata sul nascere, anche perché, come ha spiegato il giudice che ha bocciato il decreto, per una scelta del genere serve il previo intervento del Congresso.
La notizia della sospensione del decreto è stata accolta con gioia dalle associazioni per la conservazione della natura e per i diritti delle popolazioni indigene, e da chiunque abbia a cuore l’ultimo polmone verde del pianeta e la sua straordinaria biodiversità. Secondo Randolfe Rodrigues, senatore dell’opposizione, membro del partito Sustainability network, “l’Amazzonia ha superato il più grande attacco degli ultimi cinquanta anni”.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
Siamo stati a Montespluga per lo Skialp Fest di Homeland per capire perché lo scialpinismo sia un modo bellissimo e meno impattante di vivere la montagna.
Il premio Wood Architecture Prize by Klimahouse ha rappresentato anche un modo per celebrare la Giornata internazionale delle foreste.
L’Europa ragiona su un piano da 800 miliardi e intanto vota per una maggiore sicurezza: inevitabilmente quei fondi verranno sottratti alle vere emergenze.
Per la prima volta nel 2025 si celebrano le più grandi fonti di acqua dolce del pianeta, che fronteggiano la sfida dei cambiamenti climatici.
Un tribunale condanna Greenpeace a pagare 660 milioni di dollari. L’accusa? Aver difeso ambiente e diritti dei popoli nativi dal mega-oleodotto Dakota Access Pipeline.
In Italia sono 265 gli impianti ormai disuso perché non nevica più: rimangono scheletri e mostri di cemento. E l’esigenza di ripensare la montagna e il turismo.
Temendo la presenza di rifiuti tossici, la Groenlandia ha interrotto l’estrazione dell’uranio. Ora potrebbe essere costretta a ricominciare. O a pagare 11 miliardi di dollari.
L’organizzazione della Cop30 nella foresta amazzonica porta con sé varie opere infrastrutturali, tra cui una nuova – contestatissima – autostrada.