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La California inizia a puntare sull’idrogeno per ridurre gli impatti ambientali della mobilità. Si parte nel 2025 con “Zemu”, treno prodotto in Svizzera.
Anche la California vira verso i treni a idrogeno. Si tratta, per ora, solo di un piccolo passo: una linea di circa 15 chilometri che collegherà le città di Redlands e San Bernardino, in un territorio che registra da anni scarsi livelli di qualità dell’aria. Ma l’auspicio ora è che “Zemu” – il primo treno del Nord America a utilizzare questo tipo di propulsore, dal costo di 20 milioni di dollari – possa fare da apripista alla circolazione di treni a energia pulita su centinaia di chilometri di binari nel sud della California e nel resto degli Stati Uniti. Il tutto mentre la regione di Los Angeles si prepara per le Olimpiadi del 2028 che, come promesso dal sindaco della città, saranno Giochi “no car”; e mentre la California sta intensificando gli investimenti per raggiungere i propri obiettivi di neutralità carbonica al 2045.
Da diversi anni il territorio di San Bernardino è alle prese con grosse problematiche legate all’inquinamento, a causa di un’elevata concentrazione di autostrade, scali ferroviari e strutture industriali; negli ultimi mesi la città non ha superato l’indice sullo stato dell’aria dell’American Lung Association, che calcola il numero di giorni in cui i livelli di inquinamento hanno superato i limiti consentiti dalla legge. Se dall’esterno “Zemu” si può confondere con gli altri treni che circolano quotidianamente lungo questa tratta, la grande novità è nascosta al suo interno: un sistema ibrido di celle a combustibile a idrogeno e batterie riesce a far muovere il convoglio e ad alimentare tutti i sistemi elettrici di bordo, senza emettere alcuna sostanza nociva ma solo vapore acqueo.
Quando entrerà in servizio, all’inizio del 2025, sarà il primo treno passeggeri alimentato a idrogeno e a emissioni zero nel Nord America a soddisfare i requisiti della Federal Railroad Administration. Attualmente la tratta che collega le città di Redlands e San Bernardino trasporta poco più di 400 passeggeri al giorno nei giorni feriali e oltre 6.000 ciclisti nel fine settimana, ma il numero degli utenti è in costante crescita.
Quello di “Zemu” è un progetto che affonda le sue radici ben dieci anni fa, quando la società locale dei trasporti iniziò a valutare alcune alternative ai convogli alimentati a diesel; nel 2019 fu stipulato un contratto con il produttore ferroviario svizzero Stadler per rendere concreto il progetto che prenderà il via tra qualche mese. Al di là dell’impatto ambientale immediato, inevitabilmente ridotto, l’auspicio è che l’esempio di San Bernardino possa essere rapidamente replicato su più ampia scala in un Paese, gli Stati Uniti, che sul fronte della mobilità ferroviaria a idrogeno sconta un importante ritardo rispetto all’Europa.
“È solo un treno – ha spiegato Tim Watkins, l’ingegnere che guida gli affari legislativi e pubblici presso la locale autorità di transito – quindi non sposta l’ago della bilancia. Ma dimostra come questa tecnologia possa funzionare su più di 500 miglia del sistema ferroviario regionale della California meridionale e oltre”. In effetti qualcosa sembra muoversi. Il dipartimento dei trasporti statale ha chiesto al produttore svizzero Stadler di costruire dieci treni alimentati a idrogeno più grandi di “Zemu”, destinati a circolare sulla Central Valley lungo una linea ferroviaria ancora da costruire, tra Merced e Sacramento. Le prime unità dovrebbero arrivare già nel 2027 e il contratto prevede la possibilità di acquistare altri 19 convogli. “Zemu” potrebbe davvero rappresentare l’inizio di qualcosa di (molto) più grande.
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