Finora sono morte almeno sette persone. Le forze di polizia stanno investigando per capire se gli incendi siano dolosi e hanno arrestato sette persone.
Capire il cambiamento climatico. Una mostra per immergerci nelle conseguenze del riscaldamento globale
Cosa sta succedendo al nostro Pianeta? La mostra Capire il cambiamento climatico, al museo di Scienze naturali di Milano, ci fa vivere le bellezze della Terra sempre più minacciate dal riscaldamento globale.
“Un’immagine della Terra e dei suoi paesaggi ha un effetto diretto sulle persone. La bellezza del Pianeta genera emozione, e attraverso questa emozione si può diffondere conoscenza e aumentare la consapevolezza”. Saltano alla mente queste parole del grande fotografo Yann-Arthus Bertrand mentre ci si trova immersi, e quasi rapiti, dalle foto e i video spettacolari della natura e della diversità del Pianeta, non appena si fanno i primi passi all’interno della nuova mostra del National Geographic al museo di Storia naturale di Milano: Capire il cambiamento climatico.
Capire il cambiamento climatico, la conoscenza che nasce dall’esperienza
Una mostra immersiva ed esperienziale, attiva fino al 26 maggio e divisa in tre parti (esperienza, consapevolezza, azione), che ci parla del problema più grande e pressante del nostro tempo: il riscaldamento globale. E per farlo ci fa confrontare con le emozioni di stupore e la meraviglia per la Terra grazie ad oltre 290 immagini firmate dai grandi fotografi del National Geographic. Paesaggi unici, dai ghiacci alle distese di terra e le foreste, che lasciano spazio ai suoi abitanti, dai pesci agli orsi, che ci circondano parlandoci della bellezza della natura. Dopo lo stupore, però, arriva lo scontro con la realtà. Lasciando la prima stanza della mostra e passando alla seconda, infatti, troviamo gli stessi elementi, la cui bellezza e purezza è incrinata dalle minacce che si trovano ad affrontare o che hanno portato questi ecosistemi e specie, incluso l’uomo, sull’orlo dell’estinzione. Sequenze di immagini, suoni, video e installazioni, quindi, che ci narrano le profonde trasformazioni causate dai cambiamenti climatici.
La terra con la sua biosfera certo non morirà. Soffrirà, cambierà, evolverà, ma non scomparirà. A scomparire, però, saranno le condizioni ottimali per la vita umana, che potrebbe anche essere spazzata via dalla sesta estinzione di massa. Luca Mercalli, presidente Società meteorologica italiana
La sfida del riscaldamento globale
Siamo immersi così in catastrofi ambientali dovute a fenomeni meteo estremi o a incidenti causati dalle attività umane, come le fuoriuscite di petrolio, o trasportati nella lotta di alcuni animali per adattarsi agli ambienti che cambiano, come gli iconici orsi polari che fanno fatica a trovare il cibo a causa dello scioglimento dei ghiacci, fino agli ecosistemi che stanno soffocando a causa della plastica. Tutti fenomeni ormai evidenti in ogni parte del Pianeta e che andranno solo peggiorando se non si agisce subito. Infatti, come confermano gli scienziati, il 2018 è stato il quarto anno consecutivo più caldo e per invertire la tendenza prima di raggiungere un punto di non ritorno abbiamo poco più di dieci anni.
Lasciandoci alle spalle le crisi del Pianeta entriamo poi in una sala dedicata alla nostra consapevolezza, dove possiamo capire, grazie a infografiche, i numeri della complessità ed enormità di questi problemi: 8 milioni di tonnellate di plastica che entrano negli oceani del mondo ogni anno, il livello del mare che solo nell’ultimo secolo si è alzato di 20 centimetri, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera aumentata del 30 per cento dal 1958, il 20 per cento del territorio italiano a rischio desertificazione. Ad affiancare questi dati, c’è una parte più interattiva: quiz e sondaggi per capire quanto il nostro stile di vita stia avendo un impatto sul mondo, e quanto ancora ci manca per rendere la nostra impronta più leggera.
In questo senso, la mostra si conclude facendoci capire che ognuno può fare la propria parte come individuo e cittadino del mondo, dall’alimentazione ai consumi energetici e le abitudini di ogni giorno. Così, si passa alla “sala più bella”, dedicata all’azione. Una sala che “si estende fino al monte più alto, fino alla foresta più rigogliosa, fino al mare più profondo. È ampia come una valle, luminosa come una primavera di montagna e buia come la notte del deserto”. L’ultima sala è il mondo.
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