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Auto connesse, che si scambiano dati in continuazione. Non solo sul parcheggio disponibile più vicino o sul ristorante preferito, ma anche sui parametri ambientali della città. Insomma l‘auto diventa una mini stazione di rilevamento che, circolando per le strade, è in grado di mappare la qualità dell’aria, l’inquinamento e molti altri parametri. È questo in
Auto connesse, che si scambiano dati in continuazione. Non solo sul parcheggio disponibile più vicino o sul ristorante preferito, ma anche sui parametri ambientali della città. Insomma l‘auto diventa una mini stazione di rilevamento che, circolando per le strade, è in grado di mappare la qualità dell’aria, l’inquinamento e molti altri parametri. È questo in breve il progetto Intelligent Seed, la prima sperimentazione di rilevazione dei dati ambientali da una rete di car sharing. Obiettivo? Trasmette fino a 0,25 terabyte di dati di controllo ambientale l’ora.
Il progetto nasce da una collaborazione col fornitore di car sharing elettrico Share’ngo, Amat (Agenzia per la mobilità, l’ambiente e il territorio di Milano) e Fastweb e prenderà il via il prossimo 1mo maggio: da quella data otto auto elettriche saranno dotate di alcuni dispositivi elettronici capaci di rilevare inquinamento ambientale, temperatura e umidità dell’aria, l’inquinamento acustico e l’intensità dei campi elettromagnetici.
“Si fa un gran parlare di internet delle cose e di connected car e questo progetto invita a considerare che le rivoluzioni di questi mondi nuovi sono già qui, con benefici immediati e immediatamente condivisibili”, ha dichiarato Emiliano Niccolai, amministratore delegato di CS Group SpA – Share’ngo.
Share’ngo from Luca Mortara on Vimeo.
Il programma di ricerca, che avrà respiro internazionale, si inserisce nella più ampia visione di smart city. Una città in cui i dati fluiscono in tempo reale e dove dispositivi ed oggetti aono in grado di comunicare tra di loro. Nel caso di Intelligent Seed si unisce la mobilità sostenibile e condivisa ai big data, dove con internet sarà possibile creare una rete di monitoraggio mondiale. Le prossime città dove verrà avviato il progetto saranno infatti Firenze, Roma, Amsterdam in Olanda e a Ningbo in Cina.
‘’Il cuore e l’aspetto più importante della sperimentazione è proprio questo: la trasformazione di dati ambientali sempre più parcellizzati e accurati in informazioni immediatamente utilizzabili da chiunque viva in città, attraverso una pluralità di dispositivi sia personali, come uno smartphone, che territoriali, come i totem nelle metropolitane o i pannelli elettronici che segnano l’ingresso in Area C”, ha sottolineato Maria Berrini, presidente di Amat. I dati potranno informare in tempo reale i cittadini sulla qualità dell’aria, sull’inquinamento da polveri sottili, e magari spingerli a cambiare abitudini, adottando atteggiamenti più consapevoli.
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