
Al via dal 23 giugno e fino al 31 luglio la quarta edizione del Lake Como Film Festival: proiezioni, concorsi e incontri sulle magnifiche sponde lariane
Al via dal 23 giugno e fino al 31 luglio la quarta edizione del Lake Como Film Festival: proiezioni, concorsi e incontri sulle magnifiche sponde lariane
Al via dal 23 giugno e fino al 31 luglio la quarta edizione del Lake Como Film Festival: proiezioni, concorsi e incontri incorniciati dalle magnifiche sponde del Lario e dalla città di Como.
Il tema del festival è anche quest’anno il binomio cinema e paesaggio, che oltre ad essere presente in tutti i film della rassegna, prende forma nel festival stesso, immerso in una splendida location.
Quattro le sezioni in cui si articola l’evento, lungo più di un mese. Fuori campo ospiterà proiezioni ed eventi in diversi luoghi a Como e dintorni, coinvolgendo anche attori del tessuto locale, mentre Cinema in Arena darà spazio a grandi pellicole internazionali che saranno proiettate presso l’arena all’aperto del Teatro Sociale (meteo permettendo). Nel corso della manifestazione ci sarà spazio anche per due concorsi: FilmLakers, dedicato a cortometraggi italiani realizzati sul territorio del Lario e Longscapes, per lungometraggi internazionali.
A queste iniziative si aggiungono una serata di musica con il Pianista Michael Nyman e La notte delle streghe, che vedrà una successione di quattro film da brivido animare il sabato di Como.
Saranno presenti inoltre personaggi illustri del cinema, che contribuiranno a rendere unica questa quarta edizione del festival.
Peter Greenaway, regista pluripremiato a Cannes, Venezia e ai Bafta di Londra, aprirà il festival con una lectio magistralis dal titolo The landscape contract e tratterà, inserendosi nel tracciato del festival, il tema del paesaggio naturale. La lezione sarà poi seguita dalla proiezione del suo film I misteri del giardino di Compton House.
Livia Firth presenterà The true cost, un lavoro di denuncia sul vero costo dell’industria della moda, tra sweatshop in Paesi lontani, primo tra tutti il Bangladesh, e testimonianze di persone che lavorano per quella che viene definita fast-fashion, moda di breve durata, quasi usa e getta.
Una suggestione dal Regno Unito, che trova radici sul territorio di Como, è quella di Ila Bêka, con la sua opera di ricerca sul Barbican Centre di Londra, realizzata insieme a Louise Lemoine: in collaborazione con l’Ordine degli Architetti, al Festival si proverà a tracciare un parallelismo tra il capolavoro inglese di architettura brutalista anni ’50 e l’Istituto del Setificio di Como.
Sarà poi Vera Glagoleva a portare una ventata di aria dell’est e accompagnare gli spettatori verso la fine del festival con la pellicola da lei diretta Two women, ispirata a una sceneggiatura teatrale, che racconta la nobiltà campestre russa in declino della seconda metà dell’800.
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