
8,5 miliardi di tonnellate di ghiaccio che si sono fuse in un giorno, oltre 100 miliardi in due mesi. Quest’estate sta cambiando volto alla Groenlandia.
Il ricercatore Steffen Olsen ha scattato nella gelida Groenlandia una fotografia che ritrae cani da slitta correre nell’acqua invece che sul ghiaccio: in breve tempo è diventata virale.
Il cielo terso, i rilievi in lontananza, una muta di cani da slitta: sembra un’immagine idilliaca. Eppure c’è qualcosa di molto strano. Non c’è neve: gli husky sguazzano nell’acqua.
È la sconvolgente fotografia scattata nel nord-ovest della Groenlandia da Steffen Olsen, ricercatore dell’Istituto meteorologico danese. Il 13 giugno, quando si è recato sul posto con l’obiettivo di recuperare della strumentazione, la distesa di ghiaccio che si aspettava di trovare non era più visibile, perché ricoperta da centimetri d’acqua.
La calotta glaciale della Groenlandia, che occupa circa l’82 per cento della sua superficie, è la seconda più grande al mondo. La stagione di recessione va da giugno ad agosto, con il picco nel mese di luglio. Quest’anno, però, si è già sciolto troppo ghiaccio: due miliardi di tonnellate solo nel giorno dello scatto. Questo andamento sembra confermare la previsione degli scienziati secondo la quale il 2019 sarà un anno record per quanto riguarda lo scioglimento dei ghiacci sull’isola.
S’innesca un circolo vizioso: più il ghiaccio si scioglie, meno il calore viene riflesso, più la velocità di fusione aumenta. È un problema per le comunità indigene che vivono nell’Artide, dal momento che sfruttano le distese ghiacciate per “il trasporto, la caccia e la pesca”, come ha scritto Olsen su Twitter. Ma è una questione che ci riguarda tutti. Dal 1972 lo scioglimento del ghiaccio in Groenlandia ha contribuito ad innalzare il livello dei mari di 13,7 millimetri; se si fondesse l’intera calotta diventerebbero 7,2 metri ed isole come le Maldive sarebbero sommerse.
“Se non fermeremo la catastrofe climatica, al posto degli husky saranno gli abitanti di Manhattan a trovarsi con l’acqua alle caviglie”, scrive James Griffiths della Cnn. Se non vogliamo che l’album di fotografie della Terra sembri appartenere ad un altro pianeta – dove tutto è alla rovescia – cominciamo a cambiare le nostre abitudini quotidiane continuando al tempo stesso a chiedere azioni radicali e concrete a chi ha il potere di “ritoccare gli scatti”.
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