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Friland è una mini casa nomade, ecologica e autosufficiente, situata in paesaggi da sogno, per sperimentare un concetto di viaggio più autentico.
Virginia Woolf sognava una stanza tutta per sé per scrivere romanzi. Adattando questo concetto a uno scenario e a bisogni più contemporanei, chi oggi non desidera, di tanto in tanto, ritirarsi in uno spazio tutto suo per coltivare le proprie passioni o semplicemente potersi rilassare? Se poi questa stanza è immersa nella natura e dotata di una vetrata panoramica affacciata sulle montagne, su un lago o su un vigneto, riconnettersi con sé stessi appare d’un tratto facilissimo. Friland, startup friulana che fa parte dell’ecosistema di LifeGate Way, produce piccole unità abitative su ruote posizionate in luoghi naturali isolati, e nasce proprio per dare la possibilità di ritrovare il proprio ritmo e i propri spazi, nel totale rispetto per l’ambiente.
Non è una camera d’albergo, non è una roulotte, una tenda né un camper, ma riunisce tutti i lati positivi di queste soluzioni, azzerando l’impatto ambientale. Le strutture nomadi di Friland misurano circa 12 metri quadri l’una e possono ospitare due persone, offrendo tutti i comfort di una vera e propria mini casa.
Gli interni, realizzati in materiali naturali come il legno di abete e rovere, comprendono un letto matrimoniale sul quale dormire cullati dai suoni della natura e risvegliarsi godendo di una magnifica vista; una piccola cucina con fornello, frigorifero, lavandino e stoviglie di base; un bagno minimal ma completo di lavandino, doccia e wc non chimico. Ma il vero plus è che le strutture Friland sono off grid, ossia non richiedono un allacciamento alla rete idrica e fognaria.
L’energia elettrica viene prodotta principalmente da pannelli solari, mentre l’impianto idrico si basa su un sistema di cisterne interne; ogni alloggio ha un’autonomia di alcuni giorni. Inoltre, per incentivare un uso consapevole delle risorse, un piccolo monitor fornisce agli ospiti informazioni in tempo reale sui loro consumi. I clienti più virtuosi vengono premiati con sconti su un successivo soggiorno. La prenotazione può essere fatta dal sito oppure acquistando una gift card e le operazioni di check in e check out avvengono in totale autonomia.
L’idea che sta alla base di Friland è quella di esplorare una nuova idea di viaggio, per vivere il territorio e la natura in un modo consapevole e responsabile. I suoi fondatori, Gabriele Venier, Giulio Venier, Daniele Galiffa e Luca Ricchi, intendono promuovere un turismo lento che regali esperienze autentiche senza lasciare traccia sull’ambiente. Un turismo in grado di generare benessere attraverso una ritrovata simbiosi con la natura, per ridare significato ad azioni e sensazioni che nella frenesia delle nostre vite hanno perso di significato, come fermarsi ad ascoltare il silenzio o il rumore della pioggia, guardare le stelle, veder sorgere il sole.
Un bisogno di autenticità perfettamente in linea con ultimi trend del settore: la pandemia ha spinto molti viaggiatori a optare per le vacanze di prossimità, lontane dal turismo di massa. È il cosiddetto undertourism, ovvero la tendenza a privilegiare mete poco frequentate e isolate, evitando le grandi città o i luoghi più iconici e affollati, all’insegna della sostenibilità. Uno scenario in cui si inserisce perfettamente anche il glamping (letteralmente campeggio glamour) che unisce i comfort e l’estetica di un hotel di design con la libertà della vita outdoor.
Friland è destinato ad aree rurali e montane non battute dal turismo di massa. Per ora le strutture sono posizionate in località friulane ad alto valore paesaggistico; alcune sono disponibili solo per un periodo limitato per far scoprire ai viaggiatori luoghi sempre nuovi. Tra quelle fruibili per l’inverno 2022 c’è la frazione di Porzus, un vero e proprio “balcone” situato nei boschi del comune di Attimis, da cui si ammirano tutte le Dolomiti friulane, oppure l’altopiano di Mont di Prat o la val Saisera.
Si aggiungeranno presto altre spettacolari location, perché nel prossimo futuro di Friland c’è un piano di espansione internazionale che porterà le mini case in altre valli montane, ma anche in località rurali e marine. A una condizione imprescindibile: che siano immerse nella natura, convenientemente distanti da città turistiche, ma comunque facilmente raggiungibili tutto l’anno.
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