
L’auto connessa (in Italia ne circolano 18 milioni, il 45% del parco circolante) ha molti vantaggi in termini di sicurezza e innovazione. Ma a chi cediamo i dati personali e chi tutela la nostra privacy?
Prevedere le infinite variabili del traffico stradale e fornire risposte adeguate, soprattutto in ambito urbano. È questa la sfida che il Gruppo Volkswagen ha intrapreso per lo sviluppo delle auto del futuro, insieme a quella dell’elettrificazione e del software. A dirlo è il numero uno del gruppo tedesco, Herbert Diess: “Nel 2030 prevediamo che il
Prevedere le infinite variabili del traffico stradale e fornire risposte adeguate, soprattutto in ambito urbano. È questa la sfida che il Gruppo Volkswagen ha intrapreso per lo sviluppo delle auto del futuro, insieme a quella dell’elettrificazione e del software. A dirlo è il numero uno del gruppo tedesco, Herbert Diess: “Nel 2030 prevediamo che il nostro business sia legato per l’85 per cento alle auto – private, a noleggio, in sharing – e per il 15 per cento alla sfera della Mobility as a Service (MaaS), quindi agli shuttle a guida autonoma”. Un’affermazione molto significativa, rilasciata in occasione dell’evento New Auto night che si è tenuto a Monaco di Baviera.
Alla New Auto night, insieme a Diess, l’ospite d’eccezione è stato Bryan Salesky, Ceo di Argo AI. Di cosa si tratta? Di una tech company con cui il Gruppo Volkswagen ha unito le forze per portare avanti lo sviluppo e la conoscenza delle più avanzate tecnologie nel campo dell’Intelligenza artificiale. Non solo: in virtù di questa collaborazione, un team di esperti di Intelligenza artificiale e machine learning sta mettendo a punto, in un lavoro di squadra congiunto tra gli Usa e Monaco, il Self driving system (Sds). In altre parole, un sistema capace di prevedere e rispondere in maniera ottimale a qualsiasi condizione del traffico, soprattutto laddove quest’ultimo è più difficile da prevedere, cioè in città. La partnership ha un obiettivo concreto: lanciare un servizio shuttle a guida autonoma sulle strade di Amburgo nel 2025. Fra i molti aspetti degni di nota della collaborazione fra il Gruppo Volkswagen e Argo AI c’è sicuramente l’approccio del team congiunto: “Puntare direttamente alla massima complessità possibile, senza tappe intermedie, per sviluppare un sistema affidabile, comodo e sicuro per tutti da portare sulle strade delle città di tutto il mondo”, spiega Salesky.
Guida autonoma equivale prima di tutto a sicurezza, per la possibilità di scongiurare gli incidenti causati dall’errore umano. Questo è sicuramente l’aspetto più importante, tuttavia non l’unico. Se le auto che circolano in città sono tutte gestite dall’AI, infatti, potenzialmente si evitano le fermate e le ripartenze e il traffico scorre più fluido. Ciò comporta un importante risparmio di tempo per le persone e una netta riduzione dei consumi per i veicoli, con i vantaggi che ne derivano.
Per realizzare quanto sopra descritto non si può prescindere da una tecnologia avanzatissima. Salesky si dice convinto che a fare la differenza sarà la possibilità di avere a disposizione il Lidar (un tipo di radar molto sofisticato) di Argo AI, il più avanzato del settore a livello tecnologico. Sviluppato proprio per la guida completamente autonoma, è capace di effettuare la rilevazione a 360 gradi a una distanza di oltre 400 metri, mettendo a fuoco e riconoscendo anche gli oggetti più scuri, quelli che riflettono meno dell’1 per cento di luce.
Una tecnologia complessa come quella della guida autonoma non può non contare su una gigantesca mole di dati, che costituisce la base per poter prendere la decisione giusta in ogni istante (con l’aiuto, peraltro, di un’infrastruttura a sua volta evoluta e connessa). Ecco cosa ne pensa a riguardo il Ceo di Argo AI: “La nostra idea è precisa: mettere a disposizione del sistema non il set di dati più ampio, ma quello più completo”. Per questa ragione, la piattaforma tecnologica alla base dei modelli a guida autonoma del Gruppo Volkswagen è estremamente flessibile, e consentirà di gestire servizi diversi e complementari: dal trasporto di persone, per esempio nella forma del ride pooling offerto da Moia, alla movimentazione e consegna di merci.
Un esempio concreto di quanto appena descritto lo si ritrova in Volkswagen ID. Buzz AD, veicolo che nasce fin dal foglio bianco per ospitare, anzi integrare la tecnologia della guida autonoma. “Con ID. Buzz AD non stiamo adattando un modello già presente sul mercato alla nuova tecnologia, stiamo creando un veicolo a guida autonoma partendo dalle basi”, ha sottolineato Salesky. Ed è proprio nell’impostazione iniziale del lavoro di sviluppo del veicolo, con la guida autonoma alla base di tutto, che si trova uno dei punti di forza più importanti della collaborazione tra il Gruppo Volkswagen e Argo AI. Da un lato, un gruppo che conta su un know-how decisivo in termini di tecnica, meccanica, hardware e sistemi digitali integrati a bordo. Dall’altro, un’azienda tecnologica all’avanguardia, che contribuisce in modo fondamentale per la parte software relativa alla guida autonoma.
L’arrivo della guida autonoma sulle nostre strade è legato a molti fattori. Non ultimo quello delle legislazioni nazionali e del contesto locale. Inoltre, non bisogna dimenticate che questa tecnologia andrà adattata in base alle caratteristiche delle singole città. Tutto questo per dire che stabilire ora con certezza una data è quasi impossibile. Ciò che è possibile fare è porsi obiettivi per il futuro, anche ambiziosi. Il gruppo tedesco e Argo AI hanno come target quello di lanciare un servizio di ride pooling completamente autonomo ad Amburgo nel 2025. Partner di questo progetto sarà Moia, azienda del Gruppo già operativa in città con una flotta di Volkswagen e-Crafter 100 per cento elettrici.
Se è vero che l’utilizzo commerciale della guida autonoma è ancora difficile da collocare nel tempo, è anche vero che la sperimentazione pratica è già a buon punto. Da circa 4 anni, infatti, Argo AI sta testando i propri veicoli a guida autonoma in sei città negli Usa, con scenari molto differenti che generano un notevole valore aggiunto per lo sviluppo tecnologico, in termini di varietà di dati delle infrastrutture stradali e del comportamento alla guida. Al di fuori degli Usa, la sperimentazione è in corso, con ID. Buzz AD, in un’area chiusa nei pressi dell’aeroporto di Monaco. Si tratta di una fase necessaria per mettere a punto il Self driving system prima del prossimo passo, imminente, che lo vedrà circolare sulle strade pubbliche della città bavarese.
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