
I pannelli fotovoltaici sono la tecnologia verde più utilizzata nella transizione energetica. Ma come smaltirli e riciclarli quando diventano obsoleti?
Nella prefettura di Kyoto un ex campo da golf diventerà una centrale solare da 23 megawatt. La corsa al fotovoltaico del Giappone non si ferma.
Dopo il fotovoltaico galleggiante sopra uno specchio d’acqua, realizzato dalla francese Ciel e Terre nella città di Okegawa nella prefettura di Saitama, ora in Giappone utilizzeranno gli spazi abbandonati di ex campi da golf per realizzare una centrale fotovoltaica da ben 23 MW.
Lo rivela l’azienda giapponese Kyocera, che all’inizio di luglio di quest’anno ha annunciato l’inizio della costruzione della centrale solare nella prefettura di Kyoto che, una volta ultimata, produrrà 26.312 megawattora (MWh) l’anno, elettricità sufficiente ad alimentare circa 8.100 famiglie dell’area.
Il nuovo impianto, il più grande della prefettura di Kyoto, sarà affiancato da un altro progetto del tutto simile, questa volta nella prefettura di Kagoshima, dove 30 anni fa si sarebbe dovuto costruire un altro campo da golf, idea poi abbandonata. Qui sorgerà un impianto da 92 MW, che coprirà un’area di 2 milioni di metri quadrati con più di 340 mila moduli fotovoltaici, capaci di produrre 99.230 Mwh l’anno. L’energia utile per i consumi di circa 30 mila famiglie.
Queste infatti sono aree ideali per la costruzione di impianti del genere: grandi spazi aperti, poco ombreggiamento dato dalla scarsità di vegetazione, ottima esposizione solare.
Una vera e propria corsa quella del Giappone che, dopo il disastro nucleare di Fukushima di ormai quattro anni fa, ha deciso di puntare molto sulle energie rinnovabili. Fu proprio in quel periodo infatti che il primo ministro giapponese dichiarò che il Paese del Sol levante si sarebbe posto l’obbiettivo di raggiungere un 1,4 GWh di energia da fotovoltaico entro il 2020 e di 5,6 GWh entro il 2030.
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