Si tratta di uno studio molto atteso. E che certamente non mancherà di suscitare polemiche. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha consegnato nella mattinata di giovedì 6 luglio le proprie valutazioni sul glifosato, diserbante oggetto di aspre contese da anni. E alla base di un prodotto di punta della Monsanto (da alcuni anni acquisita dalla tedesca Bayer): il Roundup.
Per lo stop al glifosato avrebbero dovuto preoccupare “tutti gli usi proposti”
Ebbene, nonostante la sostanza sia classificata dal 2015 come “potenzialmente cancerogena” dal Centro internazionale per la ricerca sul cancro (Circ, organismo che fa capo all’Organizzazione mondiale della sanità), secondo l’Efsa non presenta “rilievi critici” tali da impedire il rinnovo dell’autorizzazione al commercio in Europa.
A prolongation of #Glyphosate is in direct conflict with the 50% EU pesticide reduction target and ignores citizens and policymakers in favour of #PesticideFreeEU
— Corporate Europe Observatory (CEO) (@corporateeurope) July 6, 2023
“Una preoccupazione – ha precisato l’autorità in un comunicato – è definita ‘critica’ nel momento in cui essa riguarda tutti gli utilizzi proposti per la sostanza attiva in corso di valutazione”. Solo in questo caso, in pratica, viene impedita d’ufficio la commercializzazione.
Per l’Efsa resta “un rischio elevato sul lungo periodo per i mammiferi”
Una buona notizia per i produttori, ovviamente. Che con ogni probabilità brinderanno, nonostante la stessa Efsa abbia precisato che sono ancora molti i dubbi e le questioni in sospeso, che dovranno “essere valutate dalla Commissione europea e dagli stati membri”. Anche perché, prosegue l’autorità, in modo quasi paradossale, esiste “un rischio elevato sul lungo periodo per i mammiferi” per la metà degli usi proposti del glifosato.
Insomma, che il diserbante sia pericoloso viene di fatto confermato nel testo, almeno per una serie di utilizzi. Ma siccome non si tratta della “totalità” degli usi possibili, allora non può scattare il divieto…
L’analisi dell’Efsa è stata consegnata a Bruxelles e sarà utilizzata dall’Unione europea per decidere se concedere o meno una nuova autorizzazione ai prodotti a base di glifosato, della durata di cinque anni: quella attuale è in scadenza al prossimo 15 dicembre.
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