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L’aderenza alla dieta mediterranea è stata associata dai ricercatori a una salute cerebrale ottimale, con una migliore integrità della sostanza bianca, riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo.
Uno studio ha osservato che una dieta di qualità della donna in gravidanza è associata a punteggi più elevati dello sviluppo neurologico del bambino nella prima infanzia.
Lo sviluppo neurologico di un bambino dipende anche dall’alimentazione seguita dalla madre in gravidanza: lo dimostra uno studio francese dell’Inserm, pubblicato sull’American journal of clinical nutrition, che ha indagato l’associazione tra la qualità della dieta delle madri durante la gestazione e lo sviluppo neurologico nei bambini in età prescolare.
La ricerca fa parte del primo studio longitudinale francese su scala nazionale, l’Elfe, dedicato al monitoraggio di 18mila bambini del 2011 dalla nascita all’età adulta allo scopo di esaminare diversi aspetti della loro vita. In questo lavoro in particolare, i ricercatori hanno raccolto dati sull’alimentazione delle madri negli ultimi tre mesi di gestazione e hanno sottoposto i figli a questionari e interviste all’età di un anno, due anni e tre anni e mezzo. Dai risultati è emerso che più una dieta durante la gravidanza è di qualità – ovvero maggiore è il consumo di frutta, verdura, legumi e pesce-, più sono alti i punteggi riguardo allo sviluppo neurologico dei bambini nella prima infanzia e minore è il rischio di problemi di neurosviluppo clinico (-10 per cento); al contrario un maggior consumo di cibi processati, carni lavorate e salumi è stato associato a uno sviluppo neurologico più scarso.
Lo studio, di tipo osservazionale, non permette di stabilire una causalità tra la dieta della madre e lo sviluppo del bambino, ma dimostra che alcune carenze nutrizionali possono indurre problemi di sviluppo neurologico e indagini future potrebbero approfondire il rapporto di causa-effetto.
Per le madri è importante dunque nutrirsi correttamente durante la gravidanza, ma non solo. Un’altra ricerca rivela, infatti, come un consumo elevato di cibi processati come bevande zuccherate, prodotti da forno industriali e cibo spazzatura da parte delle mamme durante il periodo di crescita del figlio esporrebbe maggiormente i bambini a sovrappeso e obesità.
Si tratta di uno studio statunitense, pubblicato sul British medical journal, che ha analizzato i dati desunti da 20mila coppie madre-figlio monitorate per una media di quattro anni, giungendo alla conclusione che nei figli delle donne che consumavano più alimenti ultra-lavorati, il rischio di sovrappeso e obesità aumentava del 26 per cento rispetto ai bambini delle madri che ne consumavano di meno. E il legame tra la dieta della madre e il rischio di obesità del figlio è indipendente da altri fattori di rischio dello stile di vita, incluso il consumo da parte del bambino stesso di alimenti ultra-elaborati.
“Questi dati supportano l’importanza di perfezionare le raccomandazioni dietetiche e lo sviluppo di programmi per migliorare l’alimentazione per le donne in età riproduttiva per promuovere la salute della prole”, hanno spiegato i ricercatori. Sono necessari ora ulteriori studi per confermare questi risultati e per comprendere i meccanismi biologici sottostanti e i determinanti ambientali.
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