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Un progetto unico in Italia, che prevede un enorme investimento in efficienza e risparmio energetico. Protagonisti Conad del Tirreno, UniCredit, Arpinge e Officinae Verdi.
20 punti vendita completamente riqualificati, un risparmio energetico del 5 per cento e di 100 tonnellate di CO2 per punto vendita l’anno, 33 milioni di euro di investimenti e lavori per 18 mesi.
Eccoli i numeri di quello che si può considerare come il più grande progetto di riqualificazione energetica nella grande distribuzione organizzata. Un’iniziativa nata grazie alla collaborazione di Conad del Tirreno, UniCredit, Arpinge e Officinae Verdi. Ogni attore con un ruolo ben preciso. A partire da Officinae Verdi, una energy efficiency company di UniCredit di concerto con Wwf, che svilupperà la parte tecnologica lungo tutta la filiera.
“Un esempio di green economy applicata, che abbiamo sviluppato per la riqualificazione energetica degli store Conad del Tirreno”, ha dichiarato Paolo Fiorentino vice direttore generale di UniCredit e presidente di Officinæ Verdi. “Quello dell’efficienza energetica è un settore particolarmente rilevante, per il quale abbiamo consolidato una competenza specifica, al fine di sviluppare un nuovo modello di approccio all’energia e all’ambiente”.
20 cantieri aperti in altrettanti punti vendita dislocati tra Lazio, Toscana e Sardegna. Un laboratorio aperto su efficienza e risparmio energetico, che creerà anche un indotto occupazionale. “Un progetto strategico dato che l’energia è per le aziende della grande distribuzione organizzata la seconda voce di costo sul fatturato dopo quella per il personale, con spese per la fornitura energetica che incidono tra l’1-2 per cento del fatturato”, dichiara Ugo Baldi amministratore delegato Conad del Tirren. “Abbiamo già realizzato negli anni scorsi importanti impianti per l’autoproduzione di energia da fotovoltaico per una potenza totale installata di circa 5MWp in Toscana, Lazio, Sardegna”.
Non solo rinnovabili però. Saranno utilizzate le ultime tecnologie in fatto di climatizzazione e di controllo dei consumi su piattaforme informatizzate, in modo da avere in tempo reale il controllo di tutte le fonti energivore aziendali. “In qualità di financial advisor e arranger, abbiamo sviluppato questa operazione con un approccio nuovo legato alle performance di risparmio energetico, che ci ha consentito di finanziare l’80 per cento degli investimenti con una specifica linea di credito”, conferma Massimo Pecorari, Group Head of Project Finance UniCredit, Energia e Infrastrutture.
“Crediamo – continua – che questo metodo di finanziamento possa giocare già oggi un ruolo importante negli investimenti in efficienza energetica, in Italia e all’estero, consentendo a realtà industriali energivore di realizzare interventi difficilmente approcciabili in altro modo”. Per una volta la grande distribuzione italiana diventa esempio virtuoso da seguire anche nel resto d’Europa.
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