
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
L’obiettivo della coalizione, di cui fanno parte oltre 350 aziende, è aumentare l’affluenza alle urne e rafforzare la cultura del voto.
Il diritto di voto è ritenuto una delle massime espressioni della democrazia, è anche un importante dovere civico, poiché astenersi dal voto significa delegare ad altri le scelte senza assumersi le proprie responsabilità. Negli Stati Uniti si registra, storicamente, una scarsa affluenza alle urne e gli elettori statunitensi si classificano fra i meno attivi del mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, il trend dell’affluenza è in graduale crescita. Proprio per incentivare sempre più persone a votare è nata, nel 2018, la coalizione Time to vote.
Time to vote è un’iniziativa non commerciale, guidata dalle imprese, volta a garantire che i dipendenti in tutta l’America siano in grado di votare. La coalizione è composta da un gruppo eterogeneo di aziende, che attualmente conta oltre 350 aziende, guidato da Patagonia. L’obiettivo della coalizione è aumentare l’affluenza alle urne e rafforzare la cultura del voto. Per farlo le imprese si sono impegnate a garantire che gli orari di lavoro consentissero ai propri dipendenti di votare alle elezioni.
Leggi anche: Stati Uniti, chi sfiderà Donald Trump? Guida alle primarie democratiche in vista delle elezioni presidenziali 2020
“I lavoratori non dovrebbero scegliere tra guadagnare uno stipendio e votare – ha dichiarato Rose Marcario, Ceo di Patagonia -. La nostra democrazia funziona semplicemente meglio quando le persone vanno a votare. Dimostrare l’impegno delle aziende nel favorire il voto rafforza l’idea che le imprese americane possano proteggere la nostra democrazia. Non vedo l’ora di vedere crescere questo movimento ”.
It’s #ElectionDay2018, Go Vote.
Show us #IVoted in the comments. pic.twitter.com/7zcXMDiFyU— Patagonia (@patagonia) November 6, 2018
Time to vote mira a contribuire al cambiamento culturale necessario per aumentare la partecipazione degli elettori alle elezioni negli Stati Uniti. Per incentivare i propri dipendenti a votare, le aziende aderenti forniscono ai lavoratori le informazioni necessarie per effettuare, ad esempio, la votazione anticipata o la votazione per posta, oppure concedono un periodo di ferie retribuito in occasione delle elezioni.
La coalizione sembra già aver raccolto i primi frutti secondo il Pew research center. Nel novembre del 2018, pochi mesi dopo la sua istituzione, si è infatti registrato, per quanto riguarda le elezioni di metà mandato, il più alto tasso di affluenza alle urne da quasi mezzo secolo. Time to vote mira a crescere ulteriormente in vista delle elezioni del 2020, cercando altre aziende che si uniscano alla causa. L’obiettivo per l’anno in corso è quello di coinvolgere oltre mille imprese.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
Siamo stati a Montespluga per lo Skialp Fest di Homeland per capire perché lo scialpinismo sia un modo bellissimo e meno impattante di vivere la montagna.
Il premio Wood Architecture Prize by Klimahouse ha rappresentato anche un modo per celebrare la Giornata internazionale delle foreste.
L’Europa ragiona su un piano da 800 miliardi e intanto vota per una maggiore sicurezza: inevitabilmente quei fondi verranno sottratti alle vere emergenze.
Per la prima volta nel 2025 si celebrano le più grandi fonti di acqua dolce del pianeta, che fronteggiano la sfida dei cambiamenti climatici.
Un tribunale condanna Greenpeace a pagare 660 milioni di dollari. L’accusa? Aver difeso ambiente e diritti dei popoli nativi dal mega-oleodotto Dakota Access Pipeline.
In Italia sono 265 gli impianti ormai disuso perché non nevica più: rimangono scheletri e mostri di cemento. E l’esigenza di ripensare la montagna e il turismo.
Temendo la presenza di rifiuti tossici, la Groenlandia ha interrotto l’estrazione dell’uranio. Ora potrebbe essere costretta a ricominciare. O a pagare 11 miliardi di dollari.
L’organizzazione della Cop30 nella foresta amazzonica porta con sé varie opere infrastrutturali, tra cui una nuova – contestatissima – autostrada.