Finora sono morte almeno sette persone. Le forze di polizia stanno investigando per capire se gli incendi siano dolosi e hanno arrestato sette persone.
La Colombia propone la creazione della più grande area protetta del mondo
Il presidente colombiano ha annunciato l’intenzione di creare la più grande area protetta del mondo che si estenderà dall’Oceano Atlantico alle Ande.
Un enorme corridoio ecologico di 135 milioni di ettari per proteggere alcune delle aree più ricche di biodiversità del pianeta. Questa l’idea del presidente della Colombia Juan Manuel Santos che ha già pronto il nome, “Triple A”, perché coinvolgerebbe le Ande e l’Amazzonia fino all’oceano Atlantico.
Santos intende proporre l’istituzione dell’area protetta durante la Cop 21, la conferenza Onu sul clima che si svolgerà a dicembre a Parigi, sottolineando l’importanza della preservazione delle foreste nella lotta al riscaldamento globale.
L’idea di creare il più grande corridoio ecologico del mondo è di Martin von Hildebrand, direttore e fondatore della Gaia Amazonas foundation, due terzi della riserva sarebbero in Brasile, un terzo in Colombia e meno del cinque per cento sarebbe situato in Venezuela. Gran parte delle aree prese in esame godono già di qualche forma di protezione, ma collegarle in un’unica area protetta sarebbe fondamentale, secondo Martin von Hildebrand.
In base agli studi effettuati, infatti, una porzione continua di territorio protetto potrebbe proteggere la biodiversità con maggiore efficacia rispetto a riserve frammentate. Inoltre secondo Global Forest Watch, piattaforma online nata per monitorare lo stato di salute delle foreste nel mondo e contribuire alla prevenzione della deforestazione illegale, la zona che sarebbe compresa nell’area “Triple A” ha perso circa 1,5 milioni di ettari di copertura arborea dal 2001 al 2012, soprattutto nelle zone attualmente non protette.
Tramutare l’idea in realtà comporterà una serie di sfide, innanzitutto Brasile e Venezuela devono ancora accettare la proposta, in secondo luogo le aree protette già esistenti sono soggette a diversi livelli di tutela, dovrà pertanto essere stabilita una protezione standard che le accomuni. Gabriel Vallejo e Maria Angela Holguin, rispettivamente ministro dell’Ambiente e degli Esteri della Colombia, hanno annunciato che questa settimana inizieranno le discussioni con Brasile e Venezuela, nella speranza che i tre paesi possono presentare la proposta insieme a Parigi.
Il corridoio “Triple A” sarebbe la più grande area protetta del pianeta (farebbe impallidire l’attuale n.1, un’area di 5mila ettari situata in Nuova Caledonia) e contribuirebbe a preservare alcune aree dall’incredibile varietà biologica e popolate da creature a rischio estinzione come giaguari, tapiri, crisocioni e formichieri.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Le alluvioni in India e Bangladesh hanno colpito una delle aree più popolate al mondo. Le piogge torrenziali hanno fatto esondare i tanti fiumi di grande portata della zona. Si parla già di 3 milioni si persone colpite.
L’urgano Beryl è il più veloce ad aver raggiunto categoria 4 nella storia delle rilevazioni. Ha già colpito duramente molte isole caraibiche.
Con la decisione di proteggere 400mila ettari del Grand Canyon dalle compagnie minerarie, il presidente degli Stati Uniti inizia un’opera di rammendo di una politica ambientale finora contraddittoria.
Prima di essere declassato a tempesta tropicale, l’uragano Idalia ha causato inondazioni anche lungo le coste atlantiche, colpendo con venti oltre i 150 chilometri orari.
Da quando Elon Musk ha acquisito la piattaforma il numero di esperti di clima che la utilizzavano per arricchire il dibattito scientifico è crollato.
Una giudice del Montana ha dato ragione ai 16 ragazzi tra i 5 e i 22 che avevano fatto causa allo stato per il sostegno dato ai combustibili fossili.
Un team di metereologi e divulgatori italiani ha affrontato una spedizione in Groenlandia per toccare con mano gli effetti dei cambiamenti climatici in una delle regioni cruciali per il futuro del nostro Pianeta.
Nel giorno del suo diploma Greta Thunberg ha partecipato al suo ultimo sciopero scolastico per il clima, là dove sono nati i Fridays for future.