
La mancanza di uova negli Stati Uniti porta alla luce un problema importante per il sistema dell’industria alimentare. Una carenza di mercato che si dimentica degli animali.
Nasce (non a caso) in un momento di corto circuito tra uomo, natura e salute la nostra newsletter dedicata alla tavola sostenibile. Uno strumento in più per comprendere che nel piatto non c’è solo il gusto.
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Mediterranea è la newsletter LifeGate dedicata al cibo naturale e sostenibile. Un nome che non è stato necessario condividere, perché era già lì che ci aspettava. Perfetto per il nostro sentire e per il percorso di racconto dell’alimentazione naturale fatto finora con i nostri lettori.
Mediterranea è la tavola che ci piace raccontare: colorata, biodiversa, attuale ma legata alla tradizione, con radici profonde, e comunque con una gran voglia di guardare il cielo. Informata e basata su fonti scientifiche, pronta a scoprire nuovi orizzonti, non solo del gusto. E anche nuove soluzioni.
Chi ci ha letto su lifegate.it negli ultimi venti anni sa cosa amiamo del cibo. I suoi nutrienti, la magica presenza di sostanze protettive per la salute, la ricchezza della stagionalità, il piacere del gusto e della varietà. La sua biodiversità. Tutti pilastri della dieta mediterranea, appunto.
Ma chi ci conosce (e mi conosce), sa anche quanto ci stia a cuore l’impatto ambientale del cibo (le nostre sono state le prime ricette in Italia a riportare un indice di sostenibilità!), l’opportunità offerta al Pianeta dall’agricoltura biologica, il benessere animale, l’attualità legata a pesticidi, ogm, contaminanti presenti nella terra e nel mare e, di riflesso, nel nostro piatto. Il tutto spiegato in modo chiaro e divulgativo.
Ora, in questo difficile contesto di pandemia, è ancora più evidente il legame tra salute, crisi climatica, perdita di habitat naturali, e metodi di allevamento e coltivazione intensivi. Stiamo vivendo un momento che riteniamo essere straordinario ma che potrebbe diventare ordinario, una nuova inquietante normalità. Servono scelte intelligenti, anche riguardo la nostra alimentazione.
Quello del cibo è per noi un pianeta nel Pianeta, in grado di influenzarne il benessere, o il malessere. Lo raccontiamo nella nostra newsletter, Mediterranea è tutto questo.
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Lo rivela uno studio che ha analizzato i dati della Corn Belt statunitense, dove si coltiva intensivamente mais ogm: i parassiti hanno sviluppato resistenza alla coltura transgenica.
Dalla gestione dell’acqua ai compost biologici innovativi, il Community learning centre di Dimmerpani è diventato un punto di riferimento per l’agricoltura resiliente. Un’esperienza di successo che parte dalle donne.
Diminuire, o escludere, le proteine animali dalla nostra alimentazione non solo fa bene ma è anche semplice.
Uno studio americano ha osservato l’associazione tra il consumo di cibi ultra-processati e il rischio di artrosi al ginocchio dovuto alla presenza di grasso accumulato nei muscoli delle cosce.
Nella Bassa California, la cooperativa Guardianas del Conchalito sta salvando la zona umida costiera di La Paz, dando un contributo alla mitigazione del clima e all’indipendenza delle donne.
Secondo uno studio, le antocianine che donano ai vegetali i colori rosso, viola e blu si distinguono per il loro effetto protettivo contro i danni da microplastiche all’apparato riproduttivo.
La Nascetta è l’unico vitigno bianco autoctono delle Langhe, ma era stato abbandonato nel dopoguerra perché coltivarlo non è facile. Ora c’è chi ci sta riprovando, con successo.
Uno studio ha evidenziato un’associazione tra un maggiore consumo di yogurt e tassi più bassi di cancro al colon prossimale.