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Parigi, Atene, Madrid e Città del Messico sono le prime grandi città che toglieranno dalle strade le auto diesel come misura per contrastare l’inquinamento.
Ora che le auto ibride, elettriche e ibride plug-in presenti in commercio sono sempre di più, quattro importanti città hanno dato una svolta senza precedenti alle loro politiche anti-inquinamento. Parigi, Atene, Madrid e Città del Messico metteranno al bando tutti i veicoli diesel entro il 2025. Saranno le prime grandi città a impegnarsi in questa battaglia annunciata al C40 Cities, organizzato proprio a Città del Messico e dove 80 sindaci in rappresentanza di oltre 600 milioni di abitanti si sono incontrati per parlare e raccogliere idee per agire contro i cambiamenti climatici.
La decisione di Atene, Parigi, Madrid e Città del Messico di limitare e via via eliminare le auto diesel ha evidenti ricadute in termini ambientali considerato come questa tecnologia rilascia nell’aria quindici volte più emissioni della benzina. Ma le conseguenze si contano soprattutto sulla salute umana. Solo nel 2013 sono stati 467mila gli europei morti prematuramente per motivi legati all’inquinamento atmosferico che, secondo l’Unione Europea, è causato principalmente dalle emissioni diesel.
“Non possiamo più tollerare l’inquinamento atmosferico, i problemi di salute e le morti che provoca –, ha detto il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo. – I grandi problemi come l’inquinamento dell’aria richiedono un’azione coraggiosa, e invitiamo i produttori di automobili e di autobus a unirsi a noi”.
Nel mercato automobilistico europeo, le auto diesel costituiscono quasi il 50 per cento dei veicoli in circolazione. Un valore nettamente superiore a quello americano dove le auto diesel sono solo il 3 per cento. Le ragioni di questo squilibrio vanno ricercate nelle politiche messe in atto nel vecchio continente verso la metà degli anni novanta quando, nel tentativo di ridurre le emissioni di gas serra, si è tassata pesantemente la benzina e sovvenzionato il gasolio, promuovendo contemporaneamente investimenti per migliorare la tecnologia diesel. Gli incentivi hanno così spinto i consumatori a scegliere veicoli diesel che si sono diffusi nel parco macchine europeo.
Negli Stati Uniti è successo il contrario: la benzina è rimasta a buon mercato e le case automobilistiche hanno dirottato i loro investimenti alla ricerca di soluzioni elettriche o ibride.
“Il sostegno pluridecennale che i governi europei hanno dato al diesel ha determinato un’auto-inflitta crisi sanitaria di proporzioni storiche – ha affermato il fondatore di Plume Labs, Romain Lacombe. – Vietare le automobili diesel nelle aree urbane (…) è coraggioso quanto necessario ed è uno dei tanti passi che dobbiamo intraprendere per salvare vite umane e riconquistare l’aria pulita”.
Secondo i dati raccolti da Plume Labs, una società francese che monitora l’inquinamento delle città di tutto il mondo, la maggior diffusione del diesel nelle tre più grandi città europee si correla a livelli di inquinamento da ossido di azoto superiori rispetto a quanto accade in realtà simili dall’altra parte dell’oceano. Un dato allarmante se si pensa che i livelli di inquinamento in queste città sono superiori ai valori massimi di esposizione annui raccomandati nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e quantificati in 20 microgrammi per metro cubo.
La decisione di Parigi, Atene, Madrid e Città del Messico è solo l’ultima iniziativa di una battaglia contro l’inquinamento portata avanti dai sindaci di diverse grandi città. Tempo addietro, Madrid e Parigi hanno cercato di tagliare i livelli di smog limitando per periodi circoscritti la circolazione delle automobili in centro città. Una misura che anche i cittadini italiani, tra targhe alterne e blocchi temporanei del traffico, hanno vissuto, senza però avere soluzioni concrete e durature al problema dell’inquinamento nelle città. Anche Londra si è mossa sul tema in passato varando la congestion charge e recentemente il sindaco Sadiq Khan ha annunciato piani per eliminare gradualmente gli autobus a diesel sostituendoli con veicoli a zero emissioni alimentati a idrogeno.
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