Dal mischiglio della Basilicata alla zucca malon del Friuli al cappero di Selargius, in Sardegna: i presìdi Slow Food che valorizzano prodotti dimenticati, ma di fondamentale valore per la biodiversità, il territorio e le comunità.
Nuove strade per 600 volte il giro dell’Equatore: rischi e sfide per agricoltura e ambiente
Nel 2050 la Terra sarà percorsa dal 60 per cento in più di strade rispetto a quelle oggi esistenti. Un danno potenzialmente enorme per molti ecosistemi. Ma uno studio australiano spiega dove è possibile costruire nuove strade e dove sarebbe meglio evitarle a livello globale, chiedendo che le nuove strade aiutino l’economia preservando gli ecosistemi.
Nel 2050 la Terra sarà percorsa dal 60 per cento in più di strade rispetto a quelle oggi esistenti. Un danno potenzialmente enorme per molti ecosistemi. Ma uno studio australiano spiega dove è possibile costruire nuove strade e dove sarebbe meglio evitarle a livello globale, chiedendo che le nuove strade aiutino l’economia preservando gli ecosistemi.
Più di 25 milioni di chilometri di nuove strade saranno costruite in tutto il mondo entro il 2050, una striscia d’asfalto che potrebbe fare 600 volte il giro della Terra all’equatore e distruggere molti luoghi selvaggi del Pianeta. La necessità di contemperare le esigenze di salvare la natura e rispondere all’incremento della domanda alimentare mondiale hanno spinto un gruppo internazionale di ricercatori a stilare una mappa dei luoghi in cui le nuove strade potrebbero portare o meno a dei benefici.
Lo studio, appena pubblicato sulla rivista Nature, ha attribuito i benefici più alti alle nuove aree destinate all’agricoltura, ovvero dove la difficoltà di accesso alle nuove tecnologie e di trasporto degli alimenti riducono sensibilmente la produzione. Le strade asfaltate “sono di vitale importanza per gli agricoltori – affermano William Laurance e Gopalasamy Reuben Clements, ricercatori alla James Cook University di Townsville City (Australia) e coautori del progetto – i quali possono acquistare fertilizzanti per aumentare le produzioni e portare le colture ai mercati con molto meno costi e sprechi”.
L’ampliamento stradale è alla base dello sviluppo socio-economico di alcune aree dell’India, dell’Europa centrale e dell’Africa, il 12 per cento del territorio mondiale. Diversamente, in Madagascar, Amazzonia, Siberia, lungo il bacino del fiume Congo e nel Sudest asiatico l’impatto ambientale sarebbe elevatissimo per l’intero pianeta. Mantenere intatto l’ecosistema in questi luoghi significa frenare il cambiamento climatico e l’emissione dei gas serra responsabili del riscaldamento globale. Solo con una pianificazione strategica degli interventi è possibile contenere la perdita delle aree naturali, per esempio costruendo strade di collegamento tra più luoghi con il percorso più breve possibile.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
I dati emersi dall’ultimo rapporto Ismea, l’ente pubblico che analizza il mercato agro-alimentare, ci obbligano a riflettere sul costo del cibo e su come buona parte del prezzo pagato non arrivi agli agricoltori.
Secondo Legambiente, le analisi effettuate sugli alimenti restituiscono un quadro preoccupante sull’uso dei pesticidi.
Per abbattere l’impatto ambientale dell’agricoltura, il governo della Danimarca ha deciso di convertire in foreste il 10 per cento dei campi coltivati.
L’agrivoltaico permette la coesistenza di agricoltura ed energia solare. Un segmento che potrebbe rappresentare la frontiera della produzione energetica, come dimostra l’esempio di Caviro.
All’Agri data green summit 2024, organizzato da Xfarm, si è discusso di come tecnologia e intelligenza artificiale possano supportare l’agricoltura rigenerativa e sostenibile.
Se ne è discusso a un evento a Roma, a partire dalla proposta di legge per andare oltre gli allevamenti intensivi. Gli interventi di produttori, medici, veterinari, studiosi e politici.
Diversi studi hanno rivalutato, nel corso degli anni, il valore delle vespe per la salute umana, grazie al loro contributo per un’agricoltura meno chimica.
Slow Food, Legambiente e FederBio lanciano un appello da Terra Madre, Torino, per promuovere un modello agroalimentare sostenibile e giusto.