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Il rischio maggiore oggi è la perdita della memoria che rischia di cancellare un passato oscuro. Per tenere vivo il ricordo il 25 marzo si festeggia l’abolizione della schiavitù.
Ci sono macchie che rimangono indelebili nella storia di una civiltà. La tratta di schiavi attraverso l’oceano Atlantico è una di queste ed è una ferita che non va dimenticata, bisogna tenere la cicatrice bene esposta affinché simili tragedie non si ripetano più. Per oltre 400 anni più di 15 milioni di uomini, donne e bambini sono stati vittime del commercio di schiavi, uno dei capitoli più bui della storia umana.
Il 25 marzo le Nazioni Unite hanno deciso di onorare la memoria delle vittime istituendo la Giornata internazionale di commemorazione della tratta degli schiavi e della sua abolizione.
Lo scopo della ricorrenza è quello di ricordare coloro che sono stati privati della libertà e che si sono battuti per l’abolizione della schiavitù. La giornata serve anche da monito e per mettere in guardia dai pericoli del razzismo e dell’intolleranza che tutt’oggi ammorbano la nostra società. Sebbene la schiavitù sia stata abolita, il commercio di esseri umani non è stato debellato
Per far sì la memoria non venga offuscata sarà eretto un monumento permanente per le vittime della schiavitù e della tratta transatlantica degli schiavi che sarà costruito presso la sede centrale delle Nazioni Unite a New York. L’opera che sarà esposta è L’arca del ritorno di Rodney Leon, un architetto americano di origine haitiana. Il progetto è stato selezionato attraverso un concorso internazionale indetto nel settembre del 2013.
Il tema della commemorazione di quest’anno, La vittoria sulla schiavitù: Haiti e oltre rende omaggio alla lotta contro la schiavitù nelle nazioni di tutto il mondo, dedicando particolare attenzione ad Haiti. Lo stato caraibico è stato il primo a dichiarare la propria indipendenza grazie alla ribellione degli schiavi sotto la guida di Toussaint Louverture.
Quest’anno Haiti festeggia i 210 anni di indipendenza dalla Francia, dichiarata il primo gennaio del 1804. Nel 2014 ricorre anche il ventesimo anniversario del progetto Slave route dell’Unesco, nato nel 1994 in Benin, uno dei maggiori centri d’imbarco degli schiavi, con l’obiettivo di rompere l’indifferenza che circonda il commercio degli esseri umani.
In tutto il pianeta sono state organizzate attività commemorative e il ricordo sarà affidato a cerimonie, eventi culturali, dibattiti, mostre e rassegne cinematografiche.
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