
L’auto connessa (in Italia ne circolano 18 milioni, il 45% del parco circolante) ha molti vantaggi in termini di sicurezza e innovazione. Ma a chi cediamo i dati personali e chi tutela la nostra privacy?
L’intelligenza artificiale ricopre un ruolo chiave nello sviluppo dell’auto autonoma. Per questo Jaguar Land Rover sta creando nuove opportunità professionali in Italia.
Dell’intelligenza artificiale e del suo ruolo primario come tecnologia al servizio dell’umanità, capace persino di comprendere i rapporti tra i cambiamenti climatici e le sue cause, vi abbiamo parlato spesso in passato. Ma l’intelligenza artificiale, spesso abbreviata in “AI”, artificial intelligence, ha un ruolo sempre più rilevante anche nella mobilità. Parliamo di un’area dell’informatica capace di creare macchine intelligenti sempre più simili agli umani, in grado, come nel caso della guida autonoma, di decidere appunto autonomamente.
L’auto del futuro, oltre che elettrica, entro un decennio sarà autonoma appunto, capace di muoversi senza l’interazione umana. Ed è qui che si sta giocando la vera rivoluzione. Così, molte aziende che fino a ieri si “limitavano” a costruire auto, oggi investono in nuove risorse per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. L’ultimo esempio? L’Engineering hub che Jaguar Land Rover ha appena costituito in Italia, con l’obiettivo di mettere il know-how italiano a servizio di un progetto internazionale pensato per lo sviluppo di nuove forme di mobilità autonoma.
“La grande forza di questa iniziativa che stiamo lanciando in Italia, è che vari team di specialisti riescano a collaborare fra loro pur risiedendo in diverse sedi in tutto il mondo, un modello fortemente basato sul remote working”, ha spiegato Marco Santucci, Ceo Jaguar Land Rover Italia. Con questo obiettivo “siamo alla ricerca di esperti in sviluppo funzionale, ingegneria dei sistemi, software vision e machine learning, oltre che in ingegneria hardware”, ha aggiunto Santucci.
Già, perché per lo sviluppo di questa sorta di cloud delle idee, in Italia, l’azienda britannica sta creando cinquanta nuovi posti di lavoro riservati ad ingegneri nel campo del software automotive. In totale un team di 150 risorse che, distribuite fra Italia, Germania e Spagna collaboreranno con altre figure sparse in diversi paesi, con l’obiettivo di traghettare l’attuale industria automotive verso il futuro.
Fare tutto da soli però è difficile, anche per un grande costruttore d’auto come Jaguar Land Rover. Per questo, il progetto Engineering hub prevede partnership strategiche come quella avviata da tempo con Nvidia, azienda tecnologica statunitense da anni specializzata nello sviluppo di processori e moduli per il mobile computing e per l’industria automobilistica; è con Nvidia che Jaguar Land Rover sta sviluppando i sistemi di guida automatica di nuova generazione, con nuove piattaforme che, già a partire dal 2025, permetteranno a tutti i nuovi veicoli del marchio di beneficiare di innovativi sistemi di sicurezza basati sull’intelligenza artificiale di guida automatica. Un passaggio di cui beneficerà per primo il marchio Jaguar che entro il 2025 produrrà solo modelli elettrici, come ci aveva anticipato Marco Santucci in una recente intervista, che vi riproponiamo.
Nel progetto Engineering hub il ruolo dell’Italia è centrale. Il team di ingegneri italiani che svilupperà i nuovi sistemi di assistenza alla guida lavorerà infatti in collaborazione con il network internazionale che, oltre al Regno Unito, ha sedi in Irlanda, Ungheria, Spagna, Germania, oltre che in Cina e in Nord America. A comporre il gruppo internazionale sono spesso giovani ingegneri che, affiancati ad esperti, contribuiranno allo sviluppo dell’auto autonoma. Per questo l’Engineering hub, in particolare quello italiano, si avvarrà soprattutto di giovani talenti, anche neolaureati; chi fosse interessato può inviare la propria candidatura a questo link.
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