
L’auto connessa (in Italia ne circolano 18 milioni, il 45% del parco circolante) ha molti vantaggi in termini di sicurezza e innovazione. Ma a chi cediamo i dati personali e chi tutela la nostra privacy?
Ormai si tratta di un trend consolidato. La mobilità condivisa, o sharing mobility, si doffonde sempre di più nelle principali città italiane, uscendo da un settore di nicchia dove è rimasta confinata per anni. È quanto emerge dal secondo rapporto sulla sharing mobility, redatto da Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il ministero
Ormai si tratta di un trend consolidato. La mobilità condivisa, o sharing mobility, si doffonde sempre di più nelle principali città italiane, uscendo da un settore di nicchia dove è rimasta confinata per anni. È quanto emerge dal secondo rapporto sulla sharing mobility, redatto da Fondazione per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con il ministero dell’Ambiente. Sono sempre più i giovani a preferire i mezzi in condivisione: secondo i dati raccolti, gli italiani tra i 18 e i 45 anni che posseggono un’auto sono passati dal 53 per cento del 2005 al 37 per cento del 2016, grazie anche alla diffusione del carpooling e del car sharing.
Ma cosa succede nelle aree extraurbane? Succede che, specie al sud d’Italia, il trasporto pubblico locale è meno efficiente, che le ferrovie non forniscono collegamenti capillari e, allora… Il car sharing può diventare una possibile alternativa. È appena successo a Lecce con 4USMobile, il primo servizio di car-sharing a flusso libero nella cosiddetta “metropoli diffusa del basso Salento”. Per ora sono solo dieci auto, delle Renault Zoe elettriche, il progetto è sostenuto da capitali privati grazie a una startup composta da piccoli imprenditori della zona. Ormai le auto elettriche hanno raggiunto autonomie interessanti, nel caso della Zoe siamo a 300 chilometri reali. Dunque l’idea che il car sharing incominci a uscire dai confini della grande metropoli potrebbe essere realistico.
Leggi anche: Scoprire il Portogallo su un’auto elettrica, adesso si può e senza ansie da ricarica
Intanto, alla Regione Puglia, nei comuni di Lecce, o di Tricase, i comuni che ad ora hanno avuto più parte attiva nel progetto, ci credono davvero. “Ci sono voluti quattro anni e tanta determinazione”, ha detto Mauro Pantaleo, presidente di Mobile4Us, “ma finalmente il Salento ha un servizio di car sharing. Elettrico, permetterà a tutti i residenti di avere una soluzione alternativa, sostenibile ed economica all’uso dell’auto, e ai turisti di poter raggiungere in autonomia le località più note”.
Insomma, nel Salento vogliono che il car sharing diventi una concreta alternativa all’auto privata e un servizio complementare ai servizi di trasporto pubblico. Conoscono la situazione (preoccupante) dei conti (in profondo rosso) della maggior parte dei fornitori di car sharing nel nostro Paese “ma – dicono – con una flotta così piccola pensiamo di gestire meglio le criticità del servizio”.
Leggi anche: La Sicilia ha un sogno ambizioso, la mobilità elettrica
4USMobile è un servizio di car sharing che si prefigge di coprire anche una vasta area extra-urbana. Il Salento conta infatti 97 Comuni e quasi cento frazioni, una “metropoli diffusa” di circa 3mila chilometri quadrati con 800mila abitanti. Ma il servizio coprirà per ora, oltre Lecce e Tricase, le zone di Maglie, Otranto, Galatina e Santa Maria di Leuca, assicurando anche il collegamento con l’aeroporto di Brindisi. Non c’è dubbio, 10 auto sono un po’ pochine, ma entro il 2019 le Renault Zoe in sharing dovrebbero salire a una cinquantina di esemplari.
Come funziona il servizio? Le auto si prenotano tramite l’App dedicata o il sito, come accade in altre città l’accesso alle ZTL è garantito. Il costo del noleggio è di 29 centesimi al minuto. E la ricarica? Sul territorio per ora ci sono circa 45 punti di ricarica – non molte – ma il progetto prevede a breve l’installazione di ulteriori punti di ricarica, alcuni alimentati da fonti di energia rinnovabili.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
L’auto connessa (in Italia ne circolano 18 milioni, il 45% del parco circolante) ha molti vantaggi in termini di sicurezza e innovazione. Ma a chi cediamo i dati personali e chi tutela la nostra privacy?
Il piacere di guida di un’auto sportiva non può dimenticare l’efficienza. Bmw con la serie 2 Coupé mild hybrid mostra che una “convivenza” è possibile.
Un report mostra come la grande ztl londinese in 3 anni abbia migliorato la qualità dell’aria. I benefici maggiori proprio in quelle periferie che si opponevano alla Ulez.
“Il meglio dei due mondi”, ossia i vantaggi dell’ibrido plug-in uniti a quelli dell’elettrico, questo è quanto promette Jaecoo 7 Super Hybrid. Con quali esiti? La risposta nella nostra prova.
Da elettrica minimalista a sportiva audace: Ariya Nismo è la versione più performante della crossover Nissan. Come è cambiata (e come va) nella nostra prova.
Tesla fa i conti con un crollo del 45% delle vendite in Europa, mentre il mercato dell’elettrico sale del 37%. Le possibili responsabilità di Elon Musk.
Hyundai lancia Inster, un’elettrica compatta con 4 posti e un abitacolo fra i più flessibili e geniali del mercato. Cosa offre e come va nella nostra prova.
Viaggio a bordo di BYD Atto 2, suv elettrico, urbano, accessibile. L’autonomia (reale), le caratteristiche e le prestazioni raccontate nella nostra prova.
Volvo, “la EX90 è l’auto più sicura che abbiamo mai costruito”. E il Time inserisce il sistema che riconosce distrazioni e pericoli fra le “Migliori invenzioni del 2024”.