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Martedì 24 maggio c’è stata una sparatoria in una scuola elementare in Texas, la 27esima dall’inizio dell’anno e la più grave nella storia dello stato.
Almeno 19 studenti e due adulti sono rimasti uccisi durante una sparatoria avvenuta in una scuola elementare in Texas, intorno alle 11:30 di martedì 24 maggio. Il sospettato, un diciottenne di nome Salvador Ramos, è stato ucciso dalla polizia mentre cercava di allontanarsi dalla scena. È la ventisettesima sparatoria in una scuola americana dall’inizio dell’anno e la più grave nella storia del Texas.
La sparatoria è avvenuta alla Robb elementary school di Uvalde, vicino al confine messicano del Texas, frequentata soprattutto dalla comunità latina. Secondo quanto dichiarato dal senatore dello stato Roland Gutierrez, Ramos avrebbe prima sparato a sua nonna, che ora si trova in condizioni critiche all’ospedale, e poi si sarebbe diretto verso la scuola, aprendo il fuoco. Il movente non è ancora chiaro. Il sospettato avrebbe acquistato le armi con cui ha compiuto la strage – due fucili d’assalto – nel giorno del suo diciottesimo compleanno e avrebbe poi postato sui social network delle minacce, alludendo a un possibile attacco.
Il numero delle vittime è in continuo aggiornamento e le autorità stanno ancora cercando di identificarle.
I familiari delle vittime del massacro di Sandy Hook – avvenuto nel 2012 quando un ragazzo di vent’anni aprì il fuoco all’interno di una scuola elementare uccidendo 27 persone, delle quali 20 bambini – si sono unite alle famiglie delle vittime chiedendo maggiore controllo sulle armi.
Anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha parlato subito dopo l’attacco chiedendo di “tradurre questo dolore in azione”. “Quando sono diventato presidente speravo di non dover rifare una cosa del genere. Un altro massacro”, ha detto, per poi parlare del bisogno di usare “il buon senso”. “In nome di Dio, quando riusciremo a tenere testa alla lobby delle armi?”, ha chiesto. “Perché siamo disposti a vivere con queste carneficine? Perché lasciamo che succedano?”. “È ora di agire”, ha concluso.
Anche il senatore democratico Chris Murphy ha tenuto un emozionante discorso al Senato, subito dopo la sparatoria. “Cosa stiamo facendo? Perché siamo qui?”, ha chiesto Murphy, che rappresenta lo stato del Connecticut, dove era avvenuto il massacro di Sandy Hook, il più grave nella storia degli Stati Uniti. “Cosa vi mettete a fare in posizioni di potere se quando le stragi aumentano, quando i nostri figli scappano per salvarsi la vita, non facciamo niente?”, ha chiesto. “Sono qui per pregarvi. Mi inginocchio e prego i miei colleghi di trovare una strada. Lavorate al nostro fianco per creare delle leggi che rendano tutto questo meno probabile. Capisco che i miei colleghi repubblicani non saranno d’accordo con tutto quello che propongo, ma possiamo trovare un punto di incontro”.
Nel weekend, dopo soli quattro giorni da quest’ultima sparatoria, la National rifle association (Nra), la lobby delle armi degli Stati Uniti, ha in programma il suo incontro annuale a Houston, in Texas, al quale parteciperanno l’ex presidente Donald Trump, il governatore dello stato Greg Abbott e anche il senatore repubblicano Ted Cruz.
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