
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
La vaquita (piccola mucca, in spagnolo), anche nota con il nome di focena del deserto, è il più piccolo cetaceo esistente sulla Terra ed è stata scoperta solo negli anni Cinquanta del secolo scorso. È presente solo in un’area ristretta nella parte settentrionale del Golfo della California, in Messico. Di recente la specie ha subito un rapido declino
La vaquita (piccola mucca, in spagnolo), anche nota con il nome di focena del deserto, è il più piccolo cetaceo esistente sulla Terra ed è stata scoperta solo negli anni Cinquanta del secolo scorso. È presente solo in un’area ristretta nella parte settentrionale del Golfo della California, in Messico. Di recente la specie ha subito un rapido declino e nel 2014 sono stati stimati meno di 100 esemplari. La causa di questo crollo catastrofico è la cattura accidentale nelle reti da pesca. Si stima che ogni anno tra i 40 e gli 80 individui anneghino nei tramagli per uso commerciale o artigianale, ossia grandi reti che intrappolano i pesci dalle branchie, e nelle reti a strascico impiegate per catturare pesci o gamberetti.
La Spedizione Vaquita 2015, durata da settembre fino ai primi di dicembre, ha lo scopo di stabilire quanti esemplari di queste focene siano rimasti all’inizio del divieto di pesca con tramagli imposto come misura di emergenza dal governo messicano. Così come altre indagini compiute nel 1997 e nel 2008, la spedizione di quest’anno è il risultato di un’intensa collaborazione tra il Messico e gli Stati Uniti che riunisce molti esperti del settore provenienti da tutto il mondo. Gli scienziati a bordo della nave da ricerca hanno riferito con sollievo l’avvistamento di 25 esemplari nelle prime settimane della spedizione.
Lo stato drammatico in cui versa la vaquita è stato riconosciuto più di vent’anni fa. Insieme alla Commissione baleniera internazionale, il Comitato internazionale per il recupero della vaquita ha ripetutamente chiesto la rimozione immediata di tutti i tramagli nell’area dove vive questa specie. Malgrado gli sforzi, gli interventi del governo non sono riusciti a contrastarne il declino a causa dell’applicazione inefficace delle leggi.
Soltanto nell’aprile del 2015 il governo messicano ha annunciato un divieto biennale di emergenza per l’uso di tramagli in quest’area con l’intento di salvare le specie dall’estinzione. Assieme al divieto, è stato istituito un piano di risarcimento per i pescatori e un programma di collaborazione con le comunità locali per assicurare l’applicazione più rigida della legge.
Gli avvistamenti della Spedizione Vaquita 2015 alimentano la speranza che questa specie iconica abiti ancora nei nostri mari. Tuttavia dovremo aspettare i risultati definitivi della spedizione, che arriveranno nella primavera del 2016, per capire quanto tempo rimane per evitare che la vaquita sia la seconda specie di cetaceo a estinguersi dopo il baiji, un delfino di fiume che viveva nel fiume Yangtze, in Cina, e che è stato dichiarato estinto a causa dell’uomo nel 2006.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
In un referendum i cittadini hanno scelto di creare 500 nuove “strade-giardino”, rendendo la capitale francese sempre più verde e a misura d’uomo.
Siamo stati a Montespluga per lo Skialp Fest di Homeland per capire perché lo scialpinismo sia un modo bellissimo e meno impattante di vivere la montagna.
Il premio Wood Architecture Prize by Klimahouse ha rappresentato anche un modo per celebrare la Giornata internazionale delle foreste.
L’Europa ragiona su un piano da 800 miliardi e intanto vota per una maggiore sicurezza: inevitabilmente quei fondi verranno sottratti alle vere emergenze.
Per la prima volta nel 2025 si celebrano le più grandi fonti di acqua dolce del pianeta, che fronteggiano la sfida dei cambiamenti climatici.
Un tribunale condanna Greenpeace a pagare 660 milioni di dollari. L’accusa? Aver difeso ambiente e diritti dei popoli nativi dal mega-oleodotto Dakota Access Pipeline.
In Italia sono 265 gli impianti ormai disuso perché non nevica più: rimangono scheletri e mostri di cemento. E l’esigenza di ripensare la montagna e il turismo.
Temendo la presenza di rifiuti tossici, la Groenlandia ha interrotto l’estrazione dell’uranio. Ora potrebbe essere costretta a ricominciare. O a pagare 11 miliardi di dollari.
L’organizzazione della Cop30 nella foresta amazzonica porta con sé varie opere infrastrutturali, tra cui una nuova – contestatissima – autostrada.