La finanza ha la fondamentale responsabilità di traghettare i capitali verso la transizione energetica. Se ne è discusso al Salone del Risparmio 2022.
Trasparenza sulle tasse, i furbi avranno vita sempre più difficile
In un mondo in cui i capitali si spostano con pochi clic ed esistono enormi differenze nel trattamento fiscale che i vari Paesi riservano alle imprese, succede qualcosa che ormai è considerato quasi banale. Pur di massimizzare i profitti, alcune grandi multinazionali si giostrano tra uno Stato e l’altro, sfruttando i regimi più favorevoli. A livello
In un mondo in cui i capitali si spostano con pochi clic ed esistono enormi differenze nel trattamento fiscale che i vari Paesi riservano alle imprese, succede qualcosa che ormai è considerato quasi banale. Pur di massimizzare i profitti, alcune grandi multinazionali si giostrano tra uno Stato e l’altro, sfruttando i regimi più favorevoli. A livello puramente formale, nella stragrande maggioranza dei casi è tutto perfettamente legale. In pratica, però, si tratta di un danno enorme per le economie di interi Paesi. Ma dopo diversi scandali qualcosa inizia a muoversi. E anche il fondo sovrano più grande al mondo promette di fare la sua parte.
Cosa dice il documento di Norges sulle tasse
Norges Bank, che gestisce il fondo sovrano norvegese, ha da poco pubblicato il report “Tasse e trasparenza. Le aspettative nei confronti delle aziende”. Se il titolo è eloquente, il contenuto non è da meno.
Una condotta fiscale appropriata, prudente e trasparente è un elemento chiave della responsabilità d’impresa. In linea con i principi sulla corporate governance stilati dal G20 e dall’Ocse, noi ci aspettiamo che i consigli di amministrazione prendano in considerazione gli interessi di tutti gli stakeholder di rilievo. Le nostre aspettative in tema di tasse e trasparenza si basano su tre principi fondamentali. Il primo: le tasse dovrebbero essere pagate dove si genera il valore economico. Il secondo: gli accordi fiscali sono una responsabilità del consiglio di amministrazione. Terzo punto: un report pubblico, Stato per Stato, è un elemento chiave di una disclosure fiscale trasparente.
Eludere le tasse non è un vantaggio
Diverse multinazionali, continua il documento, si attrezzano per pagare le tasse nei Paesi che offrono loro il trattamento più vantaggioso. Privando così gli Stati di risorse fondamentali. Non stupisce, dunque, il fatto che le autorità nazionali e internazionali si stiano attrezzando per porre un freno alle pratiche più discutibili.
In qualità di investitore – spiega il paper – Norges Bank deve analizzare rischi e opportunità. Sul versante delle opportunità, appare “improbabile” che la trasparenza su dove si generano i profitti e dove si pagano le tasse possa rappresentare uno svantaggio competitivo. “Non è certo”, prosegue il documento, che tra i doveri delle aziende nei confronti dei loro investitori ci sia anche quello di minimizzare il carico fiscale. Tanto più perché, sull’altro piatto della bilancia, i rischi sono parecchi. Si mette a repentaglio la reputazione, si complica la struttura societaria (compromettendo la qualità dell’analisi finanziaria e il controllo delle operazioni) e ci si espone a potenziali problemi, qualora dovessero cambiare le normative.
Come funziona il fondo sovrano norvegese
Norges Bank altro non è che la banca centrale che gestisce il fondo sovrano norvegese, il più grande al mondo, alimentato soprattutto dai proventi del petrolio. Stiamo parlando di un colosso da 850 miliardi di euro di capitalizzazione, impegnati in novemila aziende sparse da un capo all’altro del Pianeta. La Norvegia, però, già anni fa ha scelto di non perseguire il profitto a tutti i costi, ma di imporre dei paletti ben chiari. La banca centrale infatti è affiancata da un Comitato etico che nel tempo ha elaborato una seri di criteri sociali e ambientali, relegando in una lista nera tutte le aziende che non li soddisfano. E in cui, quindi, il fondo non investirà.
Perché la decisione di Norges è così importante
Con questo documento, di sole otto pagine, Norges pone alcune pietre miliari destinate a lasciare il segno. Come spiega un approfondito editoriale di ETicaNews, infatti, Norges Bank finora si è dimostrata attenta e inflessibile nelle sue decisioni di investimento responsabile. Ma le sue scelte si basavano principalmente sulle esternalità negative causate dalle aziende sul Pianeta e sulle persone. Ciò significa, in altri termini, escludere chi ha un impatto ambientale negativo (incidenza del carbone) o chi realizza prodotti o servizi poco etici (armi, tabacco). Parlare di trasparenza sulle tasse significa, al contrario, concentrarsi sulle esternalità positive. Alle aziende non viene richiesto soltanto di rispettare le leggi (requisito che spesso, di fatto, già soddisfano), ma di dare il proprio contributo alla società dei Paesi in cui generano il loro valore economico. Se altri seguiranno l’esempio, questa potrebbe essere solo la prima pagina di un nuovo capitolo per la finanza responsabile.
Foto in apertura © Norges
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il Green Deal europeo e i piani di ripresa post-Covid incideranno sulla finanza sostenibile? L’abbiamo chiesto a Davide Tentori, ricercatore dell’Ispi.
Servono investimenti immensi per realizzare gli Sdgs, ma il percorso è tracciato. Ne abbiamo parlato con Francesco Timpano di Asvis.
Il Pnrr potrebbe aprire una stagione diversa per gli investimenti a impatto nel nostro paese. Parola di Giovanna Melandri, presidente di Human foundation e Social impact agenda per l’Italia.
Cos’è un investimento responsabile? Come può il risparmiatore orientarsi in un panorama sempre più articolato? Ecco una breve guida.
La finanza sostenibile cresce, ma il nostro Pianeta resta in crisi. Eurosif, il Forum europeo per gli investimenti sostenibili e responsabili, propone alcune vie d’uscita.
Entro il 2026 l’Unione europea emetterà 250 miliardi di euro in obbligazioni verdi per finanziare le iniziative previste dal piano Next Generation Eu.
La finanza sostenibile crea valore nel lungo periodo, sia per l’investitore sia per il Pianeta e la società. Un approccio che riscuote sempre più successo.
La ripresa post-Covid è un’opportunità da non perdere per rendere più sostenibile la nostra economia. Anche grazie alla finanza etica.