
Secondo il World Happiness Report, la condivisione dei pasti contribuisce a un maggior benessere soggettivo e a livelli più elevati di supporto sociale.
“Il tonno rosso rischia di scomparire, per la pesca eccessiva e per il boom del suo allevamento, una pratica che sta mettendo in crisi l’intera specie del Mediterraneo”, denunciano associazioni ambientaliste (Wwf e Greenpeace) che chiedono una moratoria per i nuovi impianti. Sul banco degli imputati Croazia, Malta, Francia, Tunisia, Algeria e l’Italia, con i
“Il tonno rosso rischia di scomparire, per la pesca eccessiva e per
il boom del suo allevamento, una pratica che sta mettendo in crisi
l’intera specie del Mediterraneo”, denunciano associazioni
ambientaliste (Wwf e Greenpeace) che chiedono una moratoria per i
nuovi impianti. Sul banco degli imputati Croazia, Malta, Francia,
Tunisia, Algeria e l’Italia, con i suoi tre impianti di
allevamento, in Sicilia. I dodici impianti totali oggi esistenti
producono oltre 11.000 tonnellate di tonno, oltre la metà
della quota allevata a livello mondiale.
Perché gli ambientalisti ce l’hanno con gli allevamenti?
Innanzitutto perché non si tratta di impianti per la
riproduzione della specie, a rischio di estinzione, ma di veri e
propri allevamenti destinati al mercato: i tonni vengono pescati e
messi all’ingrasso in gabbie galleggianti. Vengono nutriti con
enormi quantità di alici e sardelle (la cui pesca, di
conseguenza, è aumenta considerevolmente) per arrivare a
raggiungere gli standard di “contenuto in grasso” richiesti dal
mercato.
Questi impianti non sono soggetti a regole o controlli da parte
degli organi competenti (Commissione Generale della Pesca per il
Mediterraneo e la Commissione Internazionale per la Conservazione
del Tonno atlantico); comportano la cattura di esemplari giovani
direttamente dal mare, con riduzione degli stock di questa specie
già decimati da un sistema di pesca selvaggio; utilizzano
metodi per l’ingrasso che determinano un elevato inquinamento
organico dell’intero habitat circostante.
La ragione è tutta economica: pochi sanno che un tonno rosso
del peso di 200 chili può valere al mercato ittico di Tokyo
intorno ai 30 mila euro e finisce al mercato giapponese del sushi
dove un esemplare di grande taglia tocca l’incredibile cifra di 80
mila dollari. In Giappone, l’importazione di tonno rosso dal
Mediterraneo, è passata, in soli 3 anni, da 200 a 4300
tonnellate.
Massimo Ilari
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Secondo il World Happiness Report, la condivisione dei pasti contribuisce a un maggior benessere soggettivo e a livelli più elevati di supporto sociale.
La mancanza di uova negli Stati Uniti porta alla luce un problema importante per il sistema dell’industria alimentare. Una carenza di mercato che si dimentica degli animali.
Lo rivela uno studio che ha analizzato i dati della Corn Belt statunitense, dove si coltiva intensivamente mais ogm: i parassiti hanno sviluppato resistenza alla coltura transgenica.
Dalla gestione dell’acqua ai compost biologici innovativi, il Community learning centre di Dimmerpani è diventato un punto di riferimento per l’agricoltura resiliente. Un’esperienza di successo che parte dalle donne.
Diminuire, o escludere, le proteine animali dalla nostra alimentazione non solo fa bene ma è anche semplice.
Uno studio americano ha osservato l’associazione tra il consumo di cibi ultra-processati e il rischio di artrosi al ginocchio dovuto alla presenza di grasso accumulato nei muscoli delle cosce.
Nella Bassa California, la cooperativa Guardianas del Conchalito sta salvando la zona umida costiera di La Paz, dando un contributo alla mitigazione del clima e all’indipendenza delle donne.
Secondo uno studio, le antocianine che donano ai vegetali i colori rosso, viola e blu si distinguono per il loro effetto protettivo contro i danni da microplastiche all’apparato riproduttivo.
La Nascetta è l’unico vitigno bianco autoctono delle Langhe, ma era stato abbandonato nel dopoguerra perché coltivarlo non è facile. Ora c’è chi ci sta riprovando, con successo.