
Bp aumenterà gli investimenti nei combustibili fossili di circa il 20 per cento, tagliando del 70 per cento quelli nelle rinnovabili.
Esaminando i Nationally determined contributions di 194 Paesi, l’Iea afferma che di questo passo non riusciremo a triplicare le rinnovabili entro il 2030. A eccezione della Cina.
Le elezioni europee hanno segnato un panorama politico in evoluzione, con l’assenza di un’avanzata dell’estrema destra e una significativa perdita di consensi per i Verdi, il principale gruppo ambientalista. Mentre si attende la formazione della nuova maggioranza parlamentare, la crisi climatica rimane un tema cruciale. L’incremento delle fonti rinnovabili è visto come la soluzione primaria per affrontare questa crisi. Tuttavia, come indicato dall’Agenzia internazionale per l’energia (Iea), al ritmo attuale è improbabile che si raggiungano gli obiettivi prefissati per il 2030.
Al vertice sul clima Cop28 a Dubai, quasi 200 paesi hanno avanzato promesse significative in materia di energia, mirate a mantenere in vita l’obiettivo più ambizioso dell’Accordo di Parigi, ovvero limitare il riscaldamento globale a +1,5 gradi. Per la prima volta, i governi hanno stabilito obiettivi globali per il 2030, tra cui triplicare la capacità di energia rinnovabile, raddoppiare l’efficienza energetica, ridurre drasticamente le emissioni di metano e accelerare una transizione giusta e ordinata dai combustibili fossili.
Ora l’attenzione si sposta sull’implementazione di questi obiettivi, mentre i paesi si preparano ad aggiornare le proprie promesse di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, le cosiddette Ndc o Nationally determined contributions. L’anno prossimo, i governi dovranno presentare nuovi piani di azione climatica che rinnovino le ambizioni per il 2030 e definiscano nuovi obiettivi per il 2035, offrendo un’importante opportunità per attuare le promesse fatte alla Cop 28.
Le recenti analisi dell’Iea indicano che triplicare la capacità globale di energia rinnovabile entro il 2030 è un obiettivo ambizioso ma realizzabile, grazie al record di distribuzione annuale e agli investimenti crescenti nell’energia pulita. Tra l’altro, nel 2024, gli investimenti economici in energia pulita potrebbero raggiungere quasi il doppio di quelli destinati ai combustibili fossili, secondo il rapporto World energy investment della Iea. Tuttavia, delle 194 Ndc analizzate, solo 14 includono obiettivi espliciti per la capacità totale di energia rinnovabile per il 2030, per un totale di soli 1.300 gigawatt (GW), appena il 12 per cento dell’impegno globale. Per raggiungere l’obiettivo di triplicare la capacità rinnovabile, dunque, sarà necessario installare ulteriori 8.000 GW entro il 2030.
Siamo le economie avanzate, sia quelle emergenti stanno pianificando un raddoppio della capacità rinnovabile. Ciò è contenuto negli impegni dei propri piani di azioni climatica. Tuttavia, persistono squilibri nei flussi di investimenti energetici, con molte regioni che spendono ancora troppo poco per le fonti rinnovabili.
La Cina rappresenta un’eccezione significativa, poiché nelle sue promesse di riduzione delle emissioni prevede di raggiungere l’obiettivo di 1.200 GW di capacità solare fotovoltaica ed eolica entro questo decennio. In realtà, la Cina potrebbe centrare l’obiettivo già quest’anno e questo, in termini numerici, fa la differenza: infatti, la corsa cinese rappresenta da sola oltre il 90 per cento della capacità rinnovabile esplicitamente menzionata attualmente dalle Ndc.
Se guardiamo al 2023, le aggiunte di capacità rinnovabile a livello globale hanno raggiunto quasi 560 GW. Si tratta di un aumento senza precedenti del 64 per cento rispetto al 2022. Questo ritmo è in linea con il necessario per raggiungere quasi 8.000 GW di capacità installata entro il 2030. Tuttavia, il contributo della Cina è cruciale, mentre il resto del mondo deve accelerare la crescita annua di un 36 per cento da qui alla fine del decennio, per raggiungere gli obiettivi prefissati.
Quindi, nonostante i progressi, le attuali ambizioni globali non sono dunque allineate all’impegno della Cop28. Il potenziale però c’è: il miglioramento della competitività dei costi delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili dimostra l’importanza delle politiche nel favorire la diffusione delle energie pulite. Dal 2015, la capacità rinnovabile globale è triplicata grazie al sostegno politico. Insomma, politiche ben concepite possono accelerare ulteriormente questa diffusione, colmare le lacune esistenti e incoraggiare i paesi a incrementare le loro ambizioni per un futuro sostenibile.
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