
Secondo il World Happiness Report, la condivisione dei pasti contribuisce a un maggior benessere soggettivo e a livelli più elevati di supporto sociale.
Dolci e gustosissimi, i fichi racchiudono tante proprietà benefiche, conosciute fin dall’antichità. Non facciamoli mancare sulla tavola di settembre.
Settembre non è più il mese dei primaticci, o fioroni, prodotti da gemme dell’anno precedente, che maturano in giugno-luglio; è il mese dei forniti, nati da gemme dell’annata, che maturano da agosto a settembre; in autunno sarà la volta dei tardivi, cratiri, cimaruolo. Tutti fichi, ottimi, gustosi, ricchi di nutrienti. Infruttescenze dell’albero del Ficus che giungono a maturazione in differenti periodi dell’anno.
Il fico contiene molta acqua (più dell’80 per cento), glucidi solubili (circa 11 g./100 g.) e un po’ di fibra (2 g. ogni 100 di polpa). Poche calorie (47 Kcal. per 100 g.) e vitamine A e C, potassio e fosforo.
E’ un frutto mineralizzante, energetico, ricostituente. La scienza ha recentemente confermato le sue virtù anticancro, proprietà che la tradizione popolare gli ha sempre attribuito. Anche il suo latte (il lattice del fico immaturo) è un prodigio della natura: ricco di enzimi, veniva usato anticamente per rendere più digeribile la selvaggina e nella preparazione dei formaggi, per far cagliare il latte.
L’albero di Ficus è coltivato in tutti i paesi del Mediterraneo e nelle regioni calde dell’America. Si adatta bene a qualsiasi terreno, purché non troppo compatto. In Italia è diffuso in tutta la penisola, specie nelle zone del Sud e del Centro, e al Nord solo dove il clima è meno rigido. La produzione di fichi secchi si concentra nel Cilento e in Calabria, in Sicilia e in Puglia.
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